Master of the Universe: 3 cose da sapere sul film
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3 cose da sapere su Master of the Universe prima di andare al cinema

Dalla storia di He-Man agli anni Ottanta, una guida rapida per orientarsi tra Eternia, Skeletor, i giocattoli Mattel e il precedente cult con Dolph Lundgren

3 cose da sapere su Master of the Universe prima di andare al cinema

Dalla storia di He-Man agli anni Ottanta, una guida rapida per orientarsi tra Eternia, Skeletor, i giocattoli Mattel e il precedente cult con Dolph Lundgren

poster di master of the universe

Il ritorno di Masters of the Universe al cinema non è soltanto una nuova operazione nostalgia, ma il rilancio di uno dei mondi fantasy più riconoscibili della cultura pop anni Ottanta. Il film arriverà nelle sale italiane il 4 giugno 2026 e riporterà sul grande schermo He-Man, Skeletor, Eternia e Castle Grayskull, nomi che per una generazione significano giocattoli, cartoni animati, spade alzate al cielo e battaglie tra bene e male raccontate con un immaginario coloratissimo e muscolare. Prima di vederlo, però, conviene mettere ordine: da dove arriva davvero He-Man? Chi sono i personaggi principali? E perché il film con Dolph Lundgren del 1987 continua a essere una tappa inevitabile nella storia del franchise?

La trama e i personaggi del nuovo film

Il nuovo Masters of the Universe riparte da una premessa precisa: il Principe Adam è stato separato dal suo mondo per quindici anni. Quando la Spada del Potere lo riconduce su Eternia, scopre che il pianeta è caduto sotto il dominio di Skeletor. Il suo ritorno non è quindi soltanto un viaggio verso casa, ma anche l’inizio di una battaglia per riconquistare ciò che è stato perduto. Adam deve allearsi con Teela e Duncan/Man-At-Arms, accettando il proprio destino come He-Man, il guerriero chiamato a proteggere Eternia e il potere custodito da Castle Grayskull.

Il protagonista sarà interpretato da Nicholas Galitzine, chiamato a dare volto sia al Principe Adam sia al suo alter ego eroico, He-Man. Accanto a lui ci sarà Camila Mendes nel ruolo di Teela, figura centrale tra gli alleati del protagonista: nella mitologia classica del franchise è una combattente legata alla Guardia Reale di Eternia, spesso rappresentata come una delle presenze più determinate e capaci al fianco di Adam. Idris Elba sarà invece Duncan, meglio noto come Man-At-Arms, inventore, stratega e maestro d’armi, una sorta di guida militare e paterna per l’eroe.

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Sul fronte opposto ci sarà Jared Leto nei panni di Skeletor, il grande antagonista della saga, signore oscuro deciso a conquistare Eternia e impossessarsi dei segreti di Castle Grayskull. Con lui agirà anche Evil-Lyn, interpretata da Alison Brie, storica alleata di Skeletor e figura legata alla magia e all’ambizione personale. Nel cast figurano anche Morena Baccarin come la Sorceress, custode mistica di Castle Grayskull, James Purefoy come Re Randor e Charlotte Riley come Regina Marlena.

A dirigere il film è Travis Knight, già regista di Bumblebee e fondatore dello studio Laika, nome associato a un’idea di cinema d’avventura attenta tanto alla costruzione visiva quanto al rapporto con i personaggi. Per il nuovo film, il punto di partenza sembra chiaro: riportare He-Man al centro di un racconto fantasy d’azione, ma con una struttura comprensibile anche a chi non ha familiarità con il franchise.

La storia del franchise tra giocattoli e serie animata

Per capire Masters of the Universe bisogna tornare ai primi anni Ottanta, quando Mattel lanciò una linea di giocattoli destinata a diventare un fenomeno. He-Man nasce prima di tutto come action figure, all’interno di un universo popolato da guerrieri, creature mostruose, mezzi da combattimento e ambientazioni fantasy. Ogni personaggio aveva un’identità visiva molto forte: corpi scolpiti, armature, armi iconiche, colori immediatamente riconoscibili. Era un mondo pensato per il gioco, ma già costruito come una mitologia.

A dare profondità narrativa alla linea furono inizialmente i mini-comics inclusi nelle confezioni dei giocattoli. Erano brevi storie illustrate che presentavano i personaggi, spiegavano il conflitto tra He-Man e Skeletor e iniziavano a definire luoghi come Eternia e Castle Grayskull. Quest’ultimo, in particolare, è uno degli elementi centrali del franchise: non solo un castello, ma il cuore misterioso del potere che tutti cercano di controllare.

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Il salto decisivo arrivò nel 1983 con la serie animata He-Man and the Masters of the Universe, prodotta da Filmation. È qui che He-Man diventò davvero un’icona globale. La serie fissò molti elementi rimasti nell’immaginario collettivo: il Principe Adam che si trasforma in He-Man grazie alla Spada del Potere, la formula “Per il potere di Grayskull!”, la lotta contro Skeletor, la presenza di alleati come Teela, Man-At-Arms, Orko e Battle Cat. Il cartone trasformò una linea di giocattoli in un racconto seriale seguito da milioni di spettatori.

Il successo fu tale da generare espansioni, nuove linee, rilanci e reinterpretazioni. Nel corso degli anni il franchise è passato attraverso diverse incarnazioni: nuove serie animate, reboot, fumetti, prodotti da collezione e progetti pensati per pubblici differenti. La sua forza è rimasta però legata alla stessa idea di partenza: un fantasy semplice nella struttura, ma potentissimo nell’immaginario, fondato sul contrasto tra un eroe solare e un villain scheletrico, tra il destino di un principe e la minaccia di un potere oscuro.

Negli ultimi anni, anche grazie al recupero di molte proprietà intellettuali anni Ottanta, Masters of the Universe è tornato al centro dell’attenzione. Le serie animate più recenti, come quella uscita su Netflix, hanno riproposto Eternia a un pubblico nuovo, mentre il mercato del collezionismo ha continuato a tenere vivo il legame con la generazione cresciuta con i giocattoli originali. Il film del 2026 arriva quindi in un momento in cui He-Man non è soltanto un ricordo d’infanzia, ma un marchio ancora riconoscibile e spendibile in chiave contemporanea.

Il film con Dolph Lundgren del 1987

Prima del nuovo adattamento, Masters of the Universe era già arrivato al cinema nel 1987 con un film live-action diretto da Gary Goddard e interpretato da Dolph Lundgren nel ruolo di He-Man. È un titolo importante non perché sia stato un grande successo, ma perché rappresenta il primo tentativo di tradurre sul grande schermo l’universo di Eternia.

Il film arrivò in un momento particolare: il fenomeno He-Man era ancora molto forte, ma non più nel pieno della sua esplosione iniziale. La produzione scelse una strada diversa rispetto alla serie animata, portando gran parte dell’azione sulla Terra e riducendo lo spazio dedicato a Eternia. Questo elemento è diventato negli anni uno degli aspetti più discussi del film: chi si aspettava una trasposizione pienamente fedele del cartone trovò un racconto più limitato, anche per ragioni produttive e di budget.

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Dolph Lundgren, reduce dal successo di Rocky IV, incarnava fisicamente l’idea di He-Man: statuario, biondo, atletico, perfettamente coerente con l’immagine dell’action hero anni Ottanta. A lasciare un segno ancora più netto fu però Frank Langella nei panni di Skeletor. La sua interpretazione, teatrale e solenne, è spesso considerata uno degli elementi più riusciti del film, capace di dare al villain una presenza minacciosa e più adulta rispetto alla versione animata.

All’epoca, Masters of the Universe non ottenne i risultati sperati e venne accolto con molte riserve. Con il passare degli anni, però, è diventato un oggetto di culto: un film imperfetto, lontano dall’immaginario pieno e coloratissimo della serie, ma rappresentativo di un certo modo di intendere il fantasy e la fantascienza per ragazzi negli anni Ottanta. È anche per questo che resta una tappa utile da recuperare prima del nuovo film: permette di capire quanto sia difficile adattare He-Man in live-action e quanto il progetto del 2026 sia chiamato a confrontarsi con un’eredità doppia, fatta da una parte di nostalgia e dall’altra di aspettative molto precise.

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