Matthew Vaughn è uno dei registi che più di tutti sono legati ai cine-comic. Anche se non stiamo parlando di film di casa Disney, X-Men: L’Inizio e Kick-Ass  sono tra i più alti esempi di ottima trasposizione cinematografica di un fumetto, ed entrambi diretti proprio da Vaughn, che prima di Kingsman: The Secret Service (suo prossimo film), però, avrebbe dovuto dirigere X-Men: Giorni di un Futuro Passato, poi tornato nelle mani di Bryan Singer, il papà cinematografico degli X-men. Ma quanto di Vaughn è rimasto nel film?

Durante un’intervista per Kingsman: The Secret Service, proprio lo stesso regista ha affermato che circa il 90% della sua storia per il film è poi confluito nel prodotto finale visto sul grande schermo: «Direi circa il 90%. Voglio dire, abbiamo lavorato sulla sceneggiatura io e [Simon] Kinsberg. È stata davvero una decisione difficile per me quella di abbandonare la regia, presa poi perché avevo finito lo script di Secret Service allo stesso tempo e ho pensato “Mio dio, se non faccio adesso uno spy movie divertente, qualcun altro lo farà al mio posto”. E credo ce ne siano già cinque in uscita il prossimo anno. Ma almeno noi saremo i primi e non gli ultimi tra i cinque».

«Bryan [Singer]. comunque, ha introdotto un paio di cose, che ho pensato fossero geniali e che non erano presenti nel mio script. Nel mio c’era Fenomeno che irrompeva nel pentagono, invece Bryan lo a cambiato con Quicksilver e ha creato quella scena in modo fottutamente brillante, questo devo dirlo. Una mia idea è quella delle Sentinella alla fine; le volevo che somigliassero a Mistica. Ho pensato che ci sarebbero dovute essere un migliaio di Sentinelle che attaccassero nel futuro i mutanti. Bryan ha cambiato giusto un paio di personaggi, ma è rimasto molto vicino alla mia idea. Davvero molto vicino».

Fonte: Collider

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