Le risate fanno bene alla salute. Prova vivente ne è Mel Brooks (al secolo Melvin Kaminsky), regista, sceneggiatore, attore, compositore, produttore cinematografico, teatrale e televisivo statunitense che oggi spegne 85 candeline! Nato a New York il 28 giugno 1926 ha fatto dell’umorismo il segno distintivo di tutta la sua vita, usandolo nel corso dell’adolscenza come arma per affrontare i bulli che gli davano il tormento e poi persino durante il servizio militare e nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando insieme ai suoi commilitoni sdrammatizzava improvvisando veri e propri sketch. Tornato alla vita civile tentò la strada del cabaret, approdando poi alla tv come autore di show diventati poi celebri, come Your Show of Shows, di Sid Caesar, dove Mel scriveva le battute per illustri ospiti, tra cui Woody Allen, e vari format televisivi, come la sit-com comico-spionistica Get Smart (1965).

La consacrazione a re della risata arrivò però grazie al cinema, con parodie con cui Mel non risparmiò frecciate a nessuno, prendendo di mira le saghe, i generi e i personaggi di maggior successo passati per il grande schermo da Mezzogiorno e mezzo di fuoco con cui Brooks, insieme al sodale Gene Wilder, bersagliava tutti gli stereotipi dei film western più celebri; Balle spaziali (1987) che prendeva in giro la saga di Guerre Stellari e il cinema di fantascienza; Robin Hood: un uomo in calzamaglia (1993) che faceva il verso a Robin Hood: principe dei ladri con Kevin Costner e il suo ultimo film da regista Dracula: morto e contento (1995) parodia dei vari film dedicati al vampiro della Transilvania con il compianto Leslie Nielsen.

Il suo cult resta però Frankenstein Junior (1974) che scrisse insieme a Gene Wilder, anche protagonista del film, e che ancora oggi conta schiere di sfegatati fan. Come produttore Mel Brooks si dedicò anche a titoli impegnati come The Elephant Man (1980) di David Lynch e La mosca (1986) di David Cronenberg. Mentre nel nostro Paese fece tappa nel 1994 e 1999 per due film di Ezio Greggio, Il silenzio dei prosciutti e Svitati, nel quale diede sfoggio di un improbabile dialetto siciliano.

Cos’altro augurare a questo re della risata, amato da pubblico e critica e che è tra i pochi a poter dire di avere stretto in pugno Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award? Che le risate lo accompagnino ancora a lungo! (Foto Getty Images)

La mitica scena di “Aigor” in Frankenstein Junior

Mel Brooks nel ruolo del Governatore Lepetomane in Mezzogiorno e mezzo di fuoco

La scena con Bello sguardo in Robin Hood: un uomo in calzamaglia

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