Metti la nonna in freezer: presentata la black comedy con Miriam Leone e Fabio De Luigi
whatsapp

Metti la nonna in freezer: presentata la black comedy con Miriam Leone e Fabio De Luigi

Barbara Bouchet è la nonna morta che viene congelata, motore comico di un'insolita vicenda tra commedia sentimentale e spunti dark

Metti la nonna in freezer: presentata la black comedy con Miriam Leone e Fabio De Luigi

Barbara Bouchet è la nonna morta che viene congelata, motore comico di un'insolita vicenda tra commedia sentimentale e spunti dark

Metti la nonna in freezer

Non capita tutti i giorni di vedere una commedia nera che abbia i requisiti del caso nel cinema italiano. Ancor più se a dirigerla sono due esordienti come Giancarlo Fontana & Giuseppe G. Stasi, con alle spalle tanti corti e operazioni commerciali di enorme successo, come Inception_Berlusconi, spoof trailer satirico divenuto virale, e il film per la tv Amore oggi: due profili svegli e reattivi alle sollecitazioni del mercato, una dote che sicuramente non guasta ed è garanzia di intelligenza, spigliatezza, scaltrezza. La black comedy che segna il loro esordio in un lungometraggio cinematografico è Metti la Nonna in Freezer, film con Fabio De Luigi e Miriam Leone in arrivo nelle nostre sale il prossimo 15 Marzo, un po’ screwball e un po’ commedia classica.

Nel film, la Leone è Claudia, restauratrice che iberna la nonna (Barbara Bouchet) in un freezer per continuare a intascarne la pensione, con la complicità di due amiche litigiose ed esplosive (Lucia Ocone e Marina Rocco). De Luigi, invece, interpreta Simone Recchia, integerrimo ma terribilmente maldestro maresciallo della Guardia di Finanza che si innamora di lei e tenta di conquistarla, ignorando però il suo enorme segreto, potenziale cortocircuito tra legge e amore, i due fari della vita di questo militare inflessibile ma pasticcione con le donne.

«Abbiamo cercato di realizzare una commedia diversa – raccontano i due giovani registi presentando il film alla stampa a Roma – è un sogno esordire con questo cast e con un copione così matematico. In tv eravamo più arrabbiati, avevamo 25 anni e ci buttavamo in maniera più incosciente e folle. Qui invece, con un capo chef come Nicola Giuliano, abbiamo osato qualcosa di diverso mettendo da parte la rabbia, ironizzando di più e invitando il pubblico a staccare il cervello, visto che dato ciò c’è là fuori ce n’è molto bisogno».

«Sicuramente è più facile avere ritmo quando tutti quelli che hanno lavorato al film sono molto bravi – chiosa lo sceneggiatore Fabio Bonifacci, già autore della sceneggiatura di Benvenuto, Presidente! – Nicola Giuliano aveva già lavorato al soggetto del film con Bisio che avevo scritto anche io ma senza firmarsi, anche se era nato da una sua idea. Qui l’ho costretto a farlo! Nicola, come me, ha letto quest’articolo di giornale sulla nonna congelata in freezer, che viene fuori ciclicamente. Visto che all’estero non l’hanno ancora realizzata potremmo esportare il format! Mi sembrava un’idea stupenda con un respiro corto, invece Nicola e la Indigo Film erano convinti di portarla avanti fino in fondo. Mi piaceva anche l’idea che la nonna congelata andasse in qualche modo in giro…Non cerco messaggi nei film che scrivo, come diceva quel produttore americano se hai un messaggio da spedire non fai cinema ma vai alle poste, ma rivedendo il film mi sembra che dica: non si può essere onesti da soli. L’onestà è una virtù sociale».

Se Lucia Ocone e Marina Rocco non fanno altro che punzecchiarsi scherzosamente proprio come sul set e nel film («Praticamente è stata come la gita delle medie, dovevano tenerci ferme sul set»), Miriam Leone è per la prima volta alle prese con un ruolo meno pensoso e drammatico (sono parole del moderatore della conferenza stampa Steve Della Casa: «Abbiamo lavorato come un’orchestra perfettamente accordata, mi serviva un’energia più leggera per planare sulle cose come ho fatto in questo film. Ci siamo divertiti senza autocompiacimento. Spero di potermi misurare sempre con ruoli diversi e ringrazio tutti per avermi dato questa possibilità. La scena in cui tento di farmi lasciare da Fabio facendo la schizofrenica al ristorante è stato il mio provino, anche se la componente psicopatica ce l’ho messa io. All’inizio volevano fossi coatta!».

Fabio De Luigi maschio incorruttibile alle prese con un uomo circondato da donne, fa fatica a dare definizioni al film: «Non riesco a definirlo davvero: black comedy ma non solo, film sentimentale ma non solo, credo sia la sua ricchezza. E poi ero circondato da donne stupende, delle presenze attrattive che portano tante serate. Ringrazio anche io Nicola Giuliano che ha tollerato i miei ritardi e mi ha, bontà sua, corteggiato. Con Miriam è stato un innamoramento immediato, proprio come nel film dove era difficile dare verità e credibilità a questo amore, mentre i due registi hanno una grandissima cultura cinematografica, sul set ci facevano sentire terribilmente ignoranti. C’è anche il mio Medioman dentro questo personaggio, che è uno dei miei ruoli cui sono più legato, ma il mio idolo è e rimane Peter Sellers. Se in questo personaggio c’è anche solo un briciolo di lui sono felicissimo».

A battere tutti in liberatoria leggerezza e ironia è però Barbara Bouchet, che chiude le danze: «Ho sempre detto in tutte le interviste che faccio: fatemi fare la vecchia, basta con questa storia della sex symbol che non ne posso più! Il mondo è andato avanti e io col mondo, ma a quanto pare non abbastanza per farmi prendere sul serio come vecchia! Mia nipote mi ha suggerito questa parte e ho fatto il provino con questi due meravigliosi giovani registi, anche se il guaio è che la nonna moriva subito…».

© RIPRODUZIONE RISERVATA