Michael Bay è al lavoro su un nuovo film già destinato a far discutere
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Michael Bay è al lavoro su un nuovo film già destinato a far discutere

Questa volta il problema non saranno le esplosioni, ma il tempismo e una storia dai risvolti palesemente politici...

Michael Bay è al lavoro su un nuovo film già destinato a far discutere

Questa volta il problema non saranno le esplosioni, ma il tempismo e una storia dai risvolti palesemente politici...

michael bay in primo piano

Michael Bay sta preparando un nuovo film di guerra e, ancora prima che sia partito il set, il progetto sembra già destinato a far discutere. Non tanto per il nome del regista, da sempre associato a un cinema spettacolare, muscolare e ad alto tasso di distruzione, ma soprattutto per il tempismo dell’operazione: il film racconterà infatti una recente missione di salvataggio condotta dagli Stati Uniti in Iran, nel pieno di un conflitto che continua ad avere pesanti risvolti politici, militari e diplomatici.

Secondo quanto riportato da Deadline, Universal Pictures e Michael Bay stanno sviluppando un lungometraggio ispirato alla vera storia del salvataggio di due aviatori americani, recuperati dopo che il loro F-15E Strike Eagle è stato abbattuto durante l’Operazione Epic Fury. La vicenda sarà tratta dal prossimo libro di Mitchell Zuckoff, che HarperCollins pubblicherà nel 2027. Zuckoff non è un nome casuale per Bay: è infatti l’autore di 13 Hours: The Inside Account of What Really Happened in Benghazi, il libro che ha ispirato 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi, già portato sul grande schermo dallo stesso regista nel 2016.

Il nuovo progetto riporterà quindi Bay dentro un territorio che conosce bene: quello del cinema bellico basato su fatti reali, costruito intorno al coraggio dei soldati americani e a missioni ad altissimo rischio. Stando alle informazioni disponibili, la storia ruoterà attorno all’operazione lanciata dall’esercito statunitense nei Monti Zagros, in Iran, dopo l’abbattimento del jet. La missione avrebbe permesso di recuperare sia il pilota sia l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma, rimasti dietro le linee nemiche. Il salvataggio, avvenuto in un contesto ostile e delicatissimo, è stato descritto come una delle operazioni più complesse della recente storia militare americana.

È proprio qui, però, che il film rischia di trasformarsi in un caso ancora prima della sua uscita. La storia che Bay vuole raccontare non nasce in un contesto neutro né in un passato ormai sedimentato: il salvataggio dei due aviatori americani è avvenuto durante l’Operazione Epic Fury, la campagna militare lanciata a febbraio 2026 dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Anche se Washington ha dichiarato conclusa quella fase dell’operazione e un cessate il fuoco è stato raggiunto ad aprile, il conflitto resta politicamente apertissimo: le trattative tra Stati Uniti e Iran sono ancora fragili, la crisi nello Stretto di Hormuz continua a pesare sugli equilibri regionali e la lettura degli eventi è tutt’altro che condivisa. In questo quadro, un film costruito su una missione di salvataggio americana in territorio iraniano non rischia soltanto di essere accusato di propaganda: rischia anche di essere anacronistico e di cattivo gusto, considerando che le ragioni del conflitto sono state contestate anche da alleati degli Stati Uniti.

Bay, da parte sua, ha già rivendicato il legame con le forze armate americane. Raggiunto da Deadline, il regista ha dichiarato: «Ho avuto una collaborazione straordinaria nel corso dei miei 30 anni di carriera lavorando con il Dipartimento della Guerra e con straordinari membri dell’esercito degli Stati Uniti. Nel mio film 13 Hours, nessuna forza di soccorso rispose alla richiesta d’aiuto. Questo film parla di tutti coloro che hanno risposto alla chiamata in una delle operazioni più complesse, intricate e ad alto rischio della storia recente. Celebra il vero eroismo e la dedizione incrollabile dei nostri membri del servizio».

Nel corso della sua carriera, il regista ha effettivamente collaborato più volte con l’esercito e con le forze dell’ordine americane per film come The Rock, Bad Boys, Armageddon, Pearl Harbor, Transformers e appunto 13 Hours, spesso beneficiando di supporto logistico, mezzi e consulenze militari. Il riferimento a 13 Hours è significativo: anche quel film affrontava una vicenda reale e politicamente sensibile, legata all’attacco del 2012 al consolato americano di Bengasi. In questo caso, però, la distanza dagli eventi sembra ancora più ridotta. L’operazione che ispirerà il nuovo film non appartiene a un passato ormai sedimentato, ma a una cronaca recente, con conseguenze ancora aperte e una cornice geopolitica tutt’altro che pacificata.

Al momento il film non ha ancora un titolo ufficiale né una data di uscita. Ma il punto centrale sembra già chiaro: questa volta, più che le esplosioni o l’eccesso spettacolare tipico del cinema di Bay, a far discutere potrebbe essere il contesto. Un blockbuster su un salvataggio americano in Iran, sviluppato mentre la ferita della guerra è ancora aperta, difficilmente potrà essere letto come un semplice action movie.

Fonte: Deadline

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