Lui la presenta come la sua nuova commedia indie, con un budget risicato rispetto ai suoi standard (20 milioni di dollari, alla faccia dell’indie) e un’ispirazione per una volta molto reale: non robottoni alieni che vogliono distruggere il mondo ma body builders reinventatisi criminali, un’assurdità apparente che però affonda le sue radici nella cronaca. Pain & Gain – Muscoli e denaro, il nuovo film di Michael Bay, è senza ombra di dubbio la sua opera più coraggiosa degli ultimi anni, e probabilmente – pur essendo imperfetto – il suo film migliore dai tempi di Bad Boys II. Ispirato ai crimini di tre culturisti della Miami degli anni Novanta, girato in perfetto stile-Bay, ottimamente interpretato da tutto il cast, Pain & Gain farà discutere e parlare di sé molto a lungo. Noi l’abbiamo visto in anteprima, e qui trovate un estratto della nostra recensione.
© RIPRODUZIONE RISERVATAPain & Gain […] esce tutto sommato promosso dall’esame […] stilisticamente è Bay puro, con più di una spruzzata di Tarantino soprattutto nei trucchetti visivi (fermoimmagine seppiati, titoletti ironici in sovraimpressione): è tutto colorato, tutto eccessivo, tutto ridondante, con una scintillante Miami a fare da sfondo – spesso vengono in mente le prime stagioni di Dexter, a conferma che la Florida è un postaccio –, soggettive rubate a Crank, rallenty che farebbero impallidire Zack Snyder, finti piani sequenza presi di peso dalle scene più spettacolari di Transformers. Regia machista per un film machista, eppure il sospetto che Bay stia soprattutto prendendo in giro sé stesso (il film si apre con uno slomo di Wahlberg che corre sputando e sbavando, e grande attenzione è posta sulle bolle di saliva che esplodono) rimane.
