American Sniper ha riscosso tanto successo quante critiche. Candidato a 6 premi Oscar, tra cui miglior film, l’ultimo lavoro di Clint Eastwood ha una lunga fila di detrattori.
Paragoni “nazisti” a parte, portati alla luce da Seth Rogen, tra i più accaniti oppositori del cecchino c’è il cineasta Michael Moore (Fahrenheit 9/11). La polemica, inizialmente, era improntata proprio sul vero scopo degli sniper, utilizzati dagli eserciti per uccidere le persone alle spalle. «Sono codardi» aveva annunciato Moore, che in questi giorni ha deciso di rincarare la dose.
Stando alle sue recenti parole, il rapporto con Clint Eastwood è compromesso… Da anni. Il tutto infatti risale ad un episodio del 2005, quando Eastwood decise di minacciare la vita di Michael Moore. Come ha spiegato il regista sulla sua pagina Facebook: «Un sacco di gente mi chiede se il rumor è vero, cioè la natura del mio confronto con Eastwood nel 2005. Quindi ho deciso di dire alcune parole… Dieci anni fa, in questa settimana, Clint Eastwood durante la cena dei premi National Board of Review e ha annunciato a me e al pubblico presente che mi “avrebbe ucciso” se mi fossi presentato a casa sua con una telecamera per realizzare un’intervista. “Ti uccido” ha dichiarato. Il pubblico ha riso nervosamente. Ho deciso immediatamente che stava solo cercando di essere divertente, quindi ho riso, nervosamente, come tutti gli altri. “Dico sul serio”, abbaiò poi, e il pubblico è diventato più silenzioso. “Ti sparerei”.
Dovrei probabilmente stopparmi qui e dire soltanto che Clint Eastwood è un grande regista. Ma qualcosa ha cominciato a diventare strano nell’ultimo decennio. Ora American Sniper, un caos di film che riscrive la storia del cinema (noi che invadiamo l’Iraq per vendicarci dell’11 settembre), che porta avanti sentimenti razzisti nei confronti degli Arabi, e ha una trama semplicistica che mostra come Hollywood veda il cecchino buono bianco e quello cattivo in nero. Il protagonista diventa una vittima sia dell’epidemia dello stress post traumatico sia della violenta cultura americana e texana delle armi che, alla fine, si prende la sua vita.»
Parole durissime, che portano alla luce solo risentimento per la “minaccia” o hanno un ragionamento di fondo?
Fonte: facebook
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