Dani (Florence Pugh) ignora l’ennesima chiamata di aiuto della sorella bipolare, rassicurata, si fa per dire, dal fidanzato Christian (Jack Reynor). Christian vorrebbe in realtà rompere con Dani, ma non sa come dirglielo. Quando purtroppo le peggiori paure sulla chiamata si rivelano fondate, è ormai troppo tardi per intervenire. Christian decide quindi di invitare Dani a partecipare al viaggio organizzato dall’amico Pelle(Vilhelm Blomgren) in un curioso villaggio svedese, per effettuare studi antropologici e insieme svagarsi nel festival che celebra il solstizio d’estate. Il luogo e i suoi abitanti, tuttavia, non si riveleranno pacifici e rassicuranti come sembrano…
Ari Aster è il nuovo fenomeno del cinema americano: dopo Hereditary, impressionante horror domestico dalla messa in scena serrata e incendiaria, capace di tenere insieme la claustrofobia e delle ricostruzioni in miniatura davvero inquietanti, c’era molta attesa intorno al suo secondo film, Midsommar – Il villaggio dei dannati (il sottotitolo allude a Carpenter, ma il vero modello è The Wicker Man). A questo giro non siamo più negli spazi angusti di una casa, ma all’aria aperta: al centro di tutto una gita in Scandinavia (con annesso trauma familiare di Florence), pronta a spalancare davanti a sé riti ancestrali, deliri tribali ai margini dell’Europa e culti pagani.
Il risultato finale, però, è tutt’altro che all’altezza delle aspettative e in fondo all’articolo trovate il link per leggere la nostra recensione nel dettaglio.
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