Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione? La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo? Perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro? E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella?
A queste, e ad altre questioni fondamentali, cerca di dare una risposta Paolo per fare i conti con i punti salienti della sua vita. Avrà il tempo di fare i conti con le cose importanti della propria vita, o gli torneranno in mente solo momenti di trascurabile felicità?
Liberamente tratto dai due libri di Francesco Piccolo Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità, il film di Daniele Luchetti con Pif trae il titolo dal primo dei due volumi e ne ritaglia una confezione cinematografica su misura per l’attore, comico e personaggio televisivo palermitano, riprendendone e assecondandone le modalità espressive (a cominciare dalla voce fuori campo), i vezzi e il tocco svagato e sognante.
Catapultato in paradiso dopo la morte, il suo Paolo si ritrova alle prese con un intoppo burocratico che lo riporterà sulla Terra per poco più di un’ora e mezza, che poi è anche la durata del film, che scorre via per novantatré minuti esatti. L’occasione perfetta per un bilancio esistenziale alleggerito da tutti i pesi che la vita normalmente porta con sé. Dalle responsabilità e soprattutto dalle conseguenze, inevitabili e puntuali, delle proprie azioni.
Il film, sceneggiato dal regista insieme allo stesso Piccolo, è nelle sale italiane da oggi e nel cast ci sono anche Thony e Renato Carpentieri. In fondo all’articolo trovate il link per leggere la nostra recensione nel dettaglio.
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