Il torneo più sanguinoso del cinema videoludico è pronto a tornare sul grande schermo con un secondo capitolo che punta ad allargare in modo deciso l’universo già introdotto dal reboot del 2021. Mortal Kombat II, diretto ancora da Simon McQuoid e scritto da Jeremy Slater, arriverà nelle sale italiane il 6 maggio 2026 distribuito da Warner Bros. Pictures, riportando al centro della battaglia i campioni del Regno della Terra e una minaccia destinata a cambiare la scala dello scontro: il dominio oscuro di Shao Kahn. Il nuovo film non si limita però a riprendere i sopravvissuti del capitolo precedente. La grande promessa del sequel è soprattutto il suo roster, molto più vicino all’immaginario storico dei videogiochi. L’arrivo di Johnny Cage, affidato a Karl Urban, introduce finalmente uno dei volti più amati e riconoscibili della saga, mentre l’ingresso di figure come Kitana, Jade, Sindel, Baraka, Quan Chi e Shao Kahn porta in scena una mitologia molto più ampia, fatta di regni conquistati, stirpi reali, tradimenti, resurrezioni e guerrieri leggendari.
Il risultato è un film che, almeno sulla carta e dai trailer ufficiali usciti in questi mesi, sembra voler parlare direttamente ai fan di lunga data senza perdere il pubblico che ha conosciuto Mortal Kombat attraverso il nuovo adattamento cinematografico. Per capire davvero la portata del sequel, allora, bisogna partire dai suoi personaggi: non semplici presenze da combattimento, ma figure che nei videogiochi hanno contribuito a costruire identità, tono e mitologia di uno dei franchise più iconici della cultura pop. Per gli interessati, ecco qui allora una guida completa ai personaggi di Mortal Kombat II.
Johnny Cage (Karl Urban)
Johnny Cage è la grande novità del film e uno dei nomi più importanti dell’intera saga. Presente fin dal primo Mortal Kombat del 1992, nasce come star hollywoodiana delle arti marziali, un attore vanitoso e provocatorio che entra nel torneo per dimostrare che le sue abilità non sono soltanto effetti speciali da set cinematografico. Dietro l’ego smisurato, però, la saga ha sempre costruito un eroe molto più solido di quanto sembri: Johnny è arrogante, ironico, spesso fuori luogo, ma anche coraggioso e fondamentale nella difesa del Regno della Terra. Il suo stile di combattimento riflette perfettamente questa doppia natura da divo e guerriero. Nei giochi è associato a mosse rapidissime, calci acrobatici, proiezioni di energia verde e colpi diventati immediatamente riconoscibili, come lo Shadow Kick e lo Shadow Uppercut. Il film lo affida a Karl Urban, scelta che porta con sé un’identità molto precisa: Cage non è solo il nuovo volto pop del sequel, ma anche il personaggio chiamato a rompere gli equilibri con una presenza più rumorosa, spettacolare e imprevedibile.
Kitana (Adeline Rudolph)
Kitana è uno degli ingressi più importanti del sequel, perché porta con sé una parte fondamentale della mitologia di Mortal Kombat II, gioco in cui ha debuttato. Principessa di Edenia, è legata alla caduta del suo regno, alla figura di Sindel e alla dominazione di Outworld. La sua storia è sempre stata attraversata da identità spezzate e verità nascoste: cresciuta nell’orbita del potere di Shao Kahn, Kitana scopre progressivamente il peso della propria origine e il ruolo che può avere nella liberazione del suo popolo. Il suo stile di combattimento è tra i più eleganti e riconoscibili della saga. Kitana usa ventagli d’acciaio, attacchi acrobatici e tecniche che combinano grazia e letalità, come il Fan Throw e il Fan Lift. Nel film, interpretata da Adeline Rudolph, può diventare uno dei personaggi decisivi per collegare la battaglia dei campioni terrestri alla storia più antica di Edenia e Outworld.
Jade (Tati Gabrielle)
Jade è un altro nome molto amato dai fan. Apparsa inizialmente come personaggio segreto in Mortal Kombat II e diventata poi giocabile in Ultimate Mortal Kombat 3, è storicamente legata a Kitana, di cui è amica, alleata e guardia del corpo. La sua presenza nel sequel non è quindi decorativa: Jade amplia il fronte edeniano del film e permette di raccontare meglio la rete di lealtà, doveri e ribellioni che attraversa la corte di Outworld. Nei videogiochi combatte con grande agilità, usando soprattutto il bastone e armi da lancio. È un personaggio rapido, tecnico, capace di muoversi con precisione e di controllare lo spazio dello scontro. Tati Gabrielle porta in scena una figura che può avere un ruolo importante nel rapporto con Kitana e nella possibile frattura tra chi serve il potere di Shao Kahn e chi inizia a opporsi al suo dominio.
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Shao Kahn (Martyn Ford)
Shao Kahn è il nome che alza immediatamente il livello della minaccia. Introdotto nei videogiochi come boss di Mortal Kombat II, è uno dei villain più celebri del franchise: imperatore di Outworld, conquistatore brutale e figura tirannica che incarna la forza militare e politica del regno nemico. La sua presenza nel film sposta il conflitto su una scala più ampia, perché non si parla più soltanto di singoli combattenti, ma del destino stesso del Regno della Terra davanti a un sovrano disposto a tutto pur di dominare. Nei giochi Shao Kahn è riconoscibile per la sua imponenza fisica, l’elmo minaccioso, il martello da guerra e uno stile di combattimento basato sulla potenza assoluta. Non è un avversario elegante o sottile: è un tiranno che umilia, provoca, travolge. Affidarlo a Martyn Ford significa puntare proprio su questa dimensione fisica e intimidatoria, trasformandolo nel polo opposto a Johnny Cage: da una parte la star terrestre, dall’altra l’imperatore di Outworld.
Liu Kang (Ludi Lin)
Liu Kang è il volto più classico dell’eroismo in Mortal Kombat. Presente fin dal primo gioco del 1992, è il monaco Shaolin destinato a difendere il Regno della Terra e, per molti versi, il campione più puro della saga. Nei videogiochi la sua storia è legata alla disciplina, al sacrificio e alla responsabilità di affrontare forze molto più grandi di lui, da Shang Tsung a Shao Kahn. Il suo stile di combattimento mescola arti marziali, velocità e controllo del fuoco. Mosse come il Flying Kick, il Bicycle Kick e le palle di fuoco sono diventate parte dell’identità del personaggio. Dopo il primo film, il Liu Kang di Ludi Lin torna come figura centrale tra i difensori di Earthrealm, probabilmente chiamato a confrontarsi con una minaccia più vicina alla grande mitologia dei giochi classici.
Jax (Mehcad Brooks)
Jax, nome completo Jackson Briggs, debutta nei videogiochi con Mortal Kombat II ed è uno dei personaggi più fisici della saga. Militare delle Forze Speciali e alleato di Sonya Blade, è conosciuto soprattutto per le braccia bioniche, diventate uno dei tratti visivi più riconoscibili del franchise. Nel film del 2021 la sua trasformazione è stata già raccontata, mentre il sequel può mostrarlo in una fase più avanzata, ormai pienamente consapevole della propria nuova forza. Il suo combattimento è basato sulla potenza, sulle prese e sull’impatto brutale. Nei giochi Jax schiaccia, solleva, colpisce il terreno, travolge gli avversari con una fisicità quasi da carro armato. Mehcad Brooks torna quindi nei panni di un personaggio che rappresenta il lato più muscolare della difesa terrestre, ma anche una figura segnata dal prezzo personale della guerra contro Outworld.
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Sonya Blade (Jessica McNamee)
Sonya Blade è una delle colonne storiche del franchise. Debutta nel primo Mortal Kombat del 1992 ed è da sempre legata alle Forze Speciali, alla caccia a Kano e alla difesa del Regno della Terra. A differenza di altri guerrieri più mitologici, Sonya porta nella saga una componente militare, tattica e umana: è una combattente addestrata, ostinata, abituata a muoversi tra missioni impossibili e nemici fuori scala. Nei giochi è riconoscibile per uno stile rapido e diretto, fatto di prese, calci, attacchi energetici e tecniche come gli Energy Rings o il Leg Grab. Jessica McNamee riprende il ruolo dopo il reboot del 2021, riportando nel sequel un personaggio fondamentale per tenere ancorato il conflitto alla dimensione terrestre, soprattutto nel rapporto con Jax e nella rivalità storica con Kano.
Kano (Josh Lawson)
Kano è uno dei personaggi originali del 1992 e uno dei più longevi antagonisti della saga. Criminale, mercenario e membro del Black Dragon, è da sempre la nemesi personale di Sonya Blade. Nel reboot del 2021 è stato uno dei personaggi più memorabili grazie al suo tono irriverente e alla sua imprevedibilità; il suo ritorno nel sequel è interessante proprio perché Kano, per natura, non appartiene mai davvero a nessuna squadra se non alla propria convenienza. Nei videogiochi combatte con coltelli, attacchi brutali, mosse scorrette e l’iconico occhio cibernetico capace di sparare raggi laser. Il suo stile è sporco, opportunista, violento. Josh Lawson riprende un personaggio che può funzionare sia come minaccia sia come elemento di caos, perfetto per spezzare la solennità del torneo con cinismo, tradimenti e battute taglienti.
Bi-Han / Noob Saibot (Joe Taslim)
Bi-Han è il primo Sub-Zero della saga, introdotto nel Mortal Kombat originale del 1992. Nel film del 2021 è stato il guerriero letale dei Lin Kuei e l’antagonista diretto di Hanzo Hasashi. La sua storia nei videogiochi è centrale perché, dopo la morte per mano di Scorpion, Bi-Han viene associato alla nascita di Noob Saibot, una figura oscura legata alle ombre e al Netherrealm. Il suo stile come Sub-Zero è basato sul controllo del ghiaccio: congelamenti, lame gelide, proiezioni, trappole e colpi capaci di immobilizzare l’avversario. Come Noob Saibot, invece, la sua identità diventa più spettrale e sinistra, fondata su ombre, duplicati e attacchi improvvisi. Joe Taslim torna quindi con uno dei personaggi più attesi dai fan, perché la sua evoluzione può collegare direttamente il sequel al lato più oscuro della mitologia.
Scorpion / Hanzo Hasashi (Hiroyuki Sanada)
Scorpion è forse il volto più iconico di Mortal Kombat. Debutta nel primo gioco del 1992 e nasce come spettro vendicativo di Hanzo Hasashi, guerriero del clan Shirai Ryu. La sua storia è segnata dalla morte, dalla perdita della famiglia e dall’odio verso Sub-Zero, ma nel corso della saga si è trasformata in una delle parabole più tragiche e complesse del franchise. Nei giochi Scorpion combatte con fuoco infernale, teletrasporti e soprattutto con la lancia legata alla frase più famosa della saga, “Get over here!”. Hiroyuki Sanada ha già dato al personaggio un peso drammatico nel reboot del 2021, trasformandolo in una figura di vendetta e memoria familiare. Nel sequel il suo ritorno può riaprire il legame con Bi-Han e con le conseguenze più oscure del primo film.
Shang Tsung (Chin Han)
Shang Tsung è uno degli antagonisti fondativi di Mortal Kombat. Debutta come boss finale del primo gioco del 1992 ed è lo stregone mutaforma legato al furto delle anime. Elegante, manipolatore e crudele, non è un villain basato solo sulla forza fisica: il suo potere sta nell’inganno, nella magia e nella capacità di usare le identità altrui come armi. Nei giochi è celebre per le trasformazioni, per i teschi infuocati e per la frase “Your soul is mine”, diventata parte del mito del franchise. Chin Han riprende il ruolo dopo il reboot, riportando nel sequel un antagonista più strategico rispetto a Shao Kahn. Se l’imperatore rappresenta la conquista brutale, Shang Tsung incarna la corruzione, la seduzione del potere e la magia nera di Outworld.
Quan Chi (Damon Herriman)
Quan Chi è uno dei grandi manipolatori della saga. La sua prima apparizione videoludica risale a Mortal Kombat Mythologies: Sub-Zero, prima di diventare giocabile in Mortal Kombat 4. È uno stregone del Netherrealm, legato alla necromanzia, ai demoni e ad alcune delle svolte più tragiche della mitologia di Scorpion. La sua presenza nel film è importante perché porta la storia oltre il semplice scontro tra Earthrealm e Outworld, aprendo la porta al regno dei morti e alle sue macchinazioni. Il suo stile di combattimento nei giochi è fatto di magia oscura, teschi energetici, teletrasporti, evocazioni e tecniche scorrette. Damon Herriman interpreta quindi un personaggio che può funzionare come burattinaio più che come semplice combattente, soprattutto per tutto ciò che riguarda resurrezioni, revenant e destino dei guerrieri caduti.
Lord Raiden (Tadanobu Asano)
Raiden è il Dio del Tuono e protettore del Regno della Terra. Presente fin dal primo Mortal Kombat, è una delle figure mitologiche più importanti del franchise: non combatte soltanto per vincere un torneo, ma per preservare l’equilibrio tra i regni. Nella saga è guida, mentore e custode, ma anche personaggio costretto spesso a decisioni difficili, perché la difesa di Earthrealm passa attraverso sacrifici e scelte dolorose. Il suo stile di combattimento è immediatamente riconoscibile: fulmini, teletrasporti, attacchi elettrici e la celebre proiezione in avanti con cui attraversa lo schermo travolgendo l’avversario. Tadanobu Asano torna nel ruolo dopo il primo film, portando con sé la dimensione più spirituale e divina del conflitto, quella che collega i singoli combattenti alla guerra più ampia tra mondi.
Kung Lao / Revenant Kung Lao (Max Huang)
Kung Lao debutta in Mortal Kombat II ed è uno dei monaci Shaolin più amati dai fan. Alleato di Liu Kang, discende da una stirpe leggendaria e combatte con un’arma diventata immediatamente iconica: il cappello a lama. Nel film del 2021 il personaggio aveva avuto un ruolo importante e una morte particolarmente brutale, motivo per cui il suo ritorno nel sequel assume un significato diverso rispetto agli altri. La dicitura legata al suo possibile stato di revenant richiama una parte precisa della lore di Mortal Kombat, dove i guerrieri caduti possono tornare come versioni corrotte e oscure di sé stessi. Il suo combattimento resta però legato all’agilità, al controllo dello spazio e all’uso letale del cappello, capace di essere lanciato, manovrato e trasformato in una lama rotante.
Sindel (Ana Thu Nguyen)
Sindel debutta in Mortal Kombat 3 ed è una delle figure più importanti della storia di Edenia. Regina, madre di Kitana e moglie di King Jerrod nella lore classica, è un personaggio attraversato da tragedia, controllo e potere. La sua presenza nel sequel può essere decisiva per comprendere il passato di Kitana e il destino del suo regno, conquistato e piegato dall’espansione di Outworld. Il suo stile di combattimento è tra i più particolari della saga. Sindel usa la voce come arma, con urla soniche capaci di colpire a distanza, e i capelli come estensione letale del corpo. Può levitare, attaccare con energia e muoversi come una figura regale e spaventosa allo stesso tempo. Ana Thu Nguyen porta quindi nel film un personaggio che unisce nobiltà, orrore e mitologia familiare.
Baraka (CJ Bloomfield)
Baraka debutta in Mortal Kombat II ed è uno dei guerrieri più feroci di Outworld. Appartiene alla razza Tarkatan, riconoscibile per i denti affilati, l’aspetto mostruoso e le lame retrattili che spuntano dagli avambracci. La sua presenza nel film amplia il lato più selvaggio e brutale dell’esercito di Shao Kahn, portando sullo schermo una creatura che i fan associano immediatamente alla violenza più fisica della saga. Nei giochi Baraka combatte con assalti ravvicinati, graffi, fendenti, lame e attacchi rapidi che trasformano ogni scontro in una carneficina. Non è un personaggio raffinato, ma proprio per questo è uno dei più efficaci: incarna la minaccia istintiva di Outworld, quella che non ha bisogno di grandi discorsi per imporsi.
King Jerrod (Desmond Chiam)
King Jerrod non è un combattente iconico come Johnny Cage o Scorpion, ma è un nome fondamentale per la mitologia di Edenia. Padre di Kitana e marito di Sindel, rappresenta il passato perduto di un regno travolto dalla conquista di Outworld. La sua presenza nel film suggerisce un ampliamento della storia familiare legata a Kitana e alla corte edeniana. A differenza di molti altri personaggi del roster, Jerrod è soprattutto una figura narrativa. Serve a dare profondità alla guerra contro Shao Kahn, perché ricorda che dietro il torneo e i combattimenti esistono popoli conquistati, troni usurpati e dinastie spezzate. In un sequel più ricco di personaggi, può diventare il legame tra la dimensione epica del conflitto e quella più tragica della caduta di Edenia.
Cole Young (Lewis Tan)
Cole Young è l’unico nome centrale del roster a non provenire direttamente dai videogiochi. Introdotto nel film del 2021, è un personaggio originale creato per il reboot cinematografico e legato alla discendenza di Hanzo Hasashi. Nel primo capitolo è stato il punto d’ingresso per il pubblico, un combattente costretto a scoprire la verità sul torneo, sul proprio marchio e sul proprio legame con Scorpion. Il suo stile nel film è costruito attorno all’arcana che gli permette di generare un’armatura e trasformare l’energia assorbita in forza offensiva. Nel sequel, con l’arrivo di Johnny Cage e di molti volti storici dei videogiochi, Cole potrebbe avere una funzione diversa: meno personaggio d’accesso e più ponte tra la storia cinematografica recente e la mitologia classica che Mortal Kombat II sembra voler finalmente abbracciare in pieno.






