Libero De Rienzo

La sostanza trovata in casa dell’attore Libero De Rienzo, morto lo scorso 15 luglio all’età di 44 anni, descritta in un primo momento come un’imprecisata “polvere bianca”, è risultata essere eroina.

Lo hanno stabilito le indagini dei Carabinieri incaricati dalla procura di effettuare gli accertamenti del caso. Il RIS(Reparto Investigazioni Scientifiche), da una prima verifica, ha però contemporaneamente appurato l’assenza di tracce di droga addosso all’attore. Nella giornata di oggi i magistrati hanno invece delegato l’autopsia, affidandola al medico del policlinico Gemelli De Giorgio, e l’esame sarà effettuato domani.

La polvere bianca in questione era stata rinvenuta su un tavolo, nell’open space tra soggiorno e cucina dell’appartamento dell’attore, dove sono state ritrovate anche molte scatole di farmaci. La moglie dell’attore, la costumista e scenografa Marcella Mosca, avrebbe parlato di un passato problematico dell’attore segnato dall’uso di cocaina, della quale De Rienzo sarebbe stato un consumatore pentito. 

Il corpo di De Rienzo, apparentemente stroncato da un malore, è stato trovato da un amico sul pavimento del suo appartamento nella serata di giovedì scorso. Il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il suo sostituto Francesco Minisci hanno però aperto un fascicolo con l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato (articolo 586 del codice penale). L’autopsia servirà a stabilire la presenza o meno di sostanze stupefacenti nel corpo di De Rienzo e le cause effettive del decesso. 

De Rienzo, attore, cineasta e sceneggiatore napoletano, avevo vinto nel 2002 il David di Donatello per il suo ruolo in Santa Maradona di Marco Ponti. Venne candidato anche nel 2010, per la prova nei panni del giornalista ucciso dalla camorra Giancarlo Siani in Fortapàsc, e nel 2014 per Smetto quando voglio, dove interpretava il ruolo dell’economista che cerca di applicare al poker le sue abilità nel calcolo matematico Bartolomeo Bonelli, personaggio che è tornato a incarnare anche nei capitoli successivi diretti da Sidney Sibilia. 

Nato a Napoli nel 1977, abbraccia la carriera artistica seguendo le orme del padre Fiore De Rienzo, noto per essere stato l’aiuto regista di Citto Maselli. Coltivando la sua passione per la recitazione, esordisce nel mondo del cinema nel 1999 con il film La via degli angeli di Pupi Avati, raggiungendo però la fama nel 2001 grazie alla collaborazione con Marco Ponti, che gli assegna il ruolo di Bartolomeo “Bart” Vanzetti in Santa Maradona, destinato a diventare un cult movie generazionale (il suo nome verrà omaggiato per l’appunto anche dal personaggio interpretato da De Rienzo in Smetto quando voglio). Tre anni dopo torna a lavorare con il regista al film A/R Andata + Ritorno, dove questa volta interpreta il protagonista Dante Cruciani al fianco di Vanessa Incontrada. 

Nel 2005 l’esordio alla regia con il film Sangue – La morte non esiste, che lo vede anche nel ruolo di sceneggiatore oltre che di attore. Il suo ultimo ruolo al cinema è stato quello di Jumbo nel film Il caso Pantani – L’omicidio di un campione, diretto da Domenico Ciolfi e arrivato nelle sale nel 2020. 

Fonte: Corriere.it

Foto: Getty (Franco Origlia/Getty Images)

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