Uno degli attori simbolo del kolossal hollywoodiano è morto ieri nella sua casa di Beverly Hills. Nato nel 1924 in una cittadina dell’Illinois, Charlton Heston intraprese giovanissimo una carriera che si rivelò piena di successi memorabili: all’età di 32 anni divenne celebre in tutto il mondo vestendo i panni di Mosè ne I Dieci Comandamenti di Cecil De Mille (1956, foto a destra), per poi interpretare ruoli in film altrettando leggendari come L’infernale Quinlan di Orson Welles (1958) e, l’anno successivo, il kolossal Ben Hur con cui vinse il premio Oscar. L’attore 84enne aveva annunciato nel 2002 di essere affetto dal morbo di Alzheimer attraverso un messaggio video registrato e trasmesso alla televisione; tremante e indebolito dalla malattia lo avevamo visto in quello stesso anno anche nel film di Michael Moore Bowling a Columbine, in cui teneva stretto tra le mani un fucile e rivendicava il suo diritto a possedere armi, in base al Secondo Emendamento: Heston era infatti diventato nel ’98 presidente della National Rifle Association, la lobby americana delle armi sostenitrice del diritto dei cittadini a difendersi, mantenendo la carica fino al 2003. Negli anni ’60 era stato inoltre impegnato nel movimento per i diritti civili al fianco di Martin Luther King e aveva ricoperto incarichi sindacali come presidente del sindacato degli attori e, in seguito, dell’American Film Institute. La sua ultima interpretazione risale al 2004 nel film My Father – Rua Alguem 5555, tratto dal libro del tedesco Peter Schneider, in cui ha interpretato Josef Mengele, il medico delle SS responsabile dei più atroci esperimenti sui bambini nel campo di Auschwitz.

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