Tutti per uno, uno per tutti. L’alchimia tra i moschettieri è la stessa che si respira intorno a Moschettieri del Re – La penultima missione, nuovo progetto di Giovanni Veronesi (autore dei Manuale d’amore), che dopo l’incursione generazionale di Non è un paese per giovani ha voluto puntare su un’operazione ambiziosa incentrata su quattro attempati e buffi eroi che hanno appeso il moschetto al chiodo da più di vent’anni. I suoi moschettieri, tuttavia, saranno costretti a tornare in azione nella Francia di Luigi XIV, richiamati in servizio dalla regina Anna, alle prese con le oscure trame di corte ai danni della corona francese in pieno Seicento.
Un film comedy con un gusto nella confezione europeo e accattivante, e un quartetto di protagonisti schiacciati da un passato glorioso ma decisi, chi più chi meno, a non darla vinta al tempo che passa, a ritornare sulla cresta dell’onda in un impeto di coraggio e vanità: sono D’Artagnan, Athos, Aramis e Porthos, che ritroviamo nei panni, inediti e goffi, squinternati e tutt’altro che impeccabili, di un allevatore di bestiame grossolano e sgrammaticato (che prende in giro i francesi con la sua parlata), un castellano dai costumi sessuali molto liberi, un frate indebitato che si è rinchiuso in convento per sfuggire ai creditori e un locandiere ubriacone e oppiomane. Una missione inattesa li porterà fino al regno di Suppergiù, al confine tra Francia e Spagna, tra mille situazioni e altrettante sorprese (le musiche d’accompagnamento sono di Luca Medici alias Checco Zalone).
Un’impresa produttivamente importante anche per il cinema italiano, equamente divisa tra azione e film in costume, romanticismo e malinconia, che regista e cast maschile e femminile ci hanno raccontato da vicino in occasione della presentazione ufficiale del film (questa sera si svolgerà a Roma la première ufficiale, con tanto di possibilità di incontrare il cast sul red carpet). Era assente Pierfrancesco Favino, impegnato in Brasile con le riprese del nuovo film di Marco Bellocchio dedicato al pentito di mafia Tommaso Buscetta, Il traditore. Per rimediare alla sua assenza, l’attore è stato ironicamente sostituito da un cartonato a grandezza naturale del suo personaggio, che a un certo punto della conferenza stampa (caotica, ironica, fantasiosa e rilassata nelle interazioni tra i presenti, proprio come il tono del film) si è animato salutando i giornalisti e rivolgendosi loro con la stessa voce fanfarona e fanciullesca del suo personaggio.

GIOVANNI VERONESI
Avevo in mente questo film dagli anni ‘80, epoca in cui avevo detto a Nuti di mettere insieme lui stesso, Verdone, Benigni e Troisi per fare i moschettieri: pensate che quartetto sarebbe stato. Però a quell’epoca ognuno aveva il suo orto e se lo zappava e quei quattro non avrebbero mai potuto mettersi insieme. Quello che invece mi piace dei miei quattro attori è che non sono dei comici veri e propri ma quattro bravi attori con degli ottimi tempi comici. Gli attori veri dopotutto sono onnicomprensivi. Anche Mastandrea, che voi considerate sicuramente più un attore drammatico, ha dei tempi comici eccezionali anche se non ve lo fa quasi mai vedere.
Ci siamo messi d’impegno per fare un film che avesse una cornice cinematografica, pensata per il grande schermo, con meravigliosi paesaggi, tanti duelli e battaglie. Il romanticismo del film non era previsto, ma forse sto invecchiando e non posso non mettere dentro questa componente. Era tanto tempo, in compenso, che desideravo scappare via lontano per creare una grande metafora. L’avevo fatto con Il mio west, ma in quel caso non avevo avuto coraggio, pur partendo dallo stesso intento: fare un film con dei miei amici, a casa mia. Mi hanno detto di sì Harvey Keitel e David Bowie, ma abbiamo fatto un ibridone e a distanza di anni posso dire che in quel caso sbagliai io a voler fare un film con grandi attori internazionali.
SERGIO RUBINI (Aramis)
Con Veronesi ho fatto i primi due Manuale d’amore e poi una serie di piccoli ruoli. Quando mi ha chiamato per propormi uno dei ruoli principali ho tirato un sospiro di sollievo per il fatto che non mi stesse proponendo un’altra parte marginale! Scherzi a parte Giovanni è stato davvero bravo nel mettere insieme, andando in controtendenza con la maggior parte del cinema italiano, un cast così eterogeneo e un film così diverso da quello cui la nostra industria è abituata. Questa storia è un classico e come tale può parlare a tutte le generazioni in qualsiasi momento.
VALERIO MASTANDREA (Porthos)
Quando me l’hanno proposto ho accettato subito e ho chiesto immediatamente chi fossero gli altri tre. Non lavoravo con Giovanni dal 1997, dai tempi di Viola bacia tutti, in cui tra l’altro avevo condiviso il set con Rocco. Non avevo invece mai lavorato con Sergio Rubini ma credo che noi quattro ci siamo incontrati nel momento in cui era giusto incontrasti. Con Favino c’era invece un’amicizia di lunga data, avevamo fatto insieme Nessun messaggio in segreteria di Genovese e Miniero e tanti film molto diversi da questo.
ROCCO PAPALEO (Athos)
Nel film erano coinvolti degli attori con cui volevo fortemente relazionarmi, anche per spiegare a loro, che sono attori più seri di me, come si stabilisce una vera complicità tra moschettieri!

MARGHERITA BUY (la regina Anna)
Giovanni è riuscito a tenere insieme le carrozze, i cavalli e un mondo espressivo molto ricco. Non ho sentito la responsabilità di adattare la mia regina a un contesto d’epoca, anche perché nel film tutto è molto rivisitato in chiave comica e fantasiosa. In alcune occasioni abbiamo improvvisato, ma abbiamo seguito il copione in maniera abbastanza fedele. Non so se questo film potrà dare vita a una saga in stile film sui supereroi, ma è sicuro che questi personaggi sono degli sfigati in piena regola. Dopotutto in questo momento storico, in Italia, dei supereroi non possono che essere degli sfigati, dato il clima sociale piuttosto avvilente.
MATILDE GIOLI (la serva della regina)
l rapporto della mia ancella con la sua regina è molto scapestrato e superficiale, tanto che lei viene continuamente ripresa. Ma questo continuo dialogo tra di loro è molto divertente. Sono entusiasta del lavoro che Giovanni ha fatto con me, perché nessuno finora aveva avuto il coraggio di tirare totalmente fuori da me il mio lato comico e buffo. Le battute dell’ancella sono un misto di milanese, che è la mia origine, e pratese, perché Giovanni ha aggiunto molte interpretazioni nel suo dialetto e probabilmente molte delle cose che dico sono cose che direbbe anche lui. Il film ha promiscuità di linguaggio che è anche una promiscuità di stile. Si passa da situazioni comiche a momenti epici e tragici con molta naturalezza, il confine tra verità storica e naturalismo comico è molto labile. Andando a cavallo ho scoperto una mia grande passione per le galoppate e ho dovuto continuare a fingere di avere paura!
GIULIA BEVILACQUA (Milady)
È stata da parte di Giovanni, assai coraggioso a fare questo film, una scelta quella di fare un film iperrealista nei costumi e nelle scelte, tanto che quando sono arrivata sul set mi è sembrato di entrare in un’altra dimensione, ma lasciando a ognuno di noi il proprio accento e la sua caratteristica verbale e regionale dei giorni nostri per dare una componente comica. Il mio personaggio è una cospiratrice enigmatica e mi sono divertita molto a interpretarla, compreso il suo rapporto molto aperto e di grande dimestichezza col sesso. Prima di iniziare le riprese, più che l’epoca mi sono divertita a mettere dentro il personaggio degli elementi animaleschi, per un’attrice è sempre esaltante.
VALERIA SOLARINO
Essendo legata a Giovanni anche nella vita privata seguo il film fin dalle prime fasi della sceneggiatura e ho vissuto da vicino il suo tentativo di portare al cinema una dimensione che fosse allo stesso tempo action e comedy. Il mio personaggio, che è molto piccolo, ha una venerazione per i Moschettieri e vorrebbe far parte del loro gruppo ma non si rispecchia in nessuno di loro in particolare.
Leggi anche: Moschettieri del Re: D’Artagnan alle prese con un corteggiamento hot nella clip del film di Giovanni Veronesi
Leggi anche: Moschettieri del Re: Favino, Mastandrea, Papaleo e Rubini nel trailer del nuovo film di Giovanni Veronesi
Leggi anche: Moschettieri del re: Checco Zalone ha composto le musiche del nuovo film di Giovanni Veronesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA