Lo raccontano tutti, al Motovun Film Festival, ora al secondo giorno di competizione. Il regista Paul Thomas Anderson, che dagli States non aveva inizialmente alcuna voglia di spostarsi – così come poi molti altri vip volati alla svelta su questo cucuzzolo di cinefilia DOC ed eccentrica – è stato “calamitato” da una cassa di tartufi pregiati inviati a domicilio dallo staff del Festival. Si usa così. La fama della qualità dei parties ha fatto il resto: nomina un regista, qui, e ti diranno cosa mangia e beve. Nulla da stupirsi: l’ultimo cult Three Monkeys (foto a destra) di Nuri Bilge Ceylan (il regista turco di Uzak e Il piacere e l’amore) e il mega-kolossal Tears for Sale (a sinistra) di Uros Stojanovic, che passerà alla storia del cinema come il primo fantasy serbo con budget da Hollywood ed effetti speciali degni di Guillermo del Toro e Darren Aronofsky, sono presentati in una piazza straripante pubblico, la stessa piazza da cui poi si parte per il primo tour gastronomico offerto dal Festival. Prosciutto istriano, ravioli al formaggio di pecora, carne con peka e tartufi a volontà, raffinato vino croato. E sapendo che, magari, gli ospiti internazionali e il pubblico vogliono comunicare a casa quanto si mangia bene qui, ecco in ogni sala postazioni elettroniche per ricaricare i cellulari, una presa bell’e pronta per ognuno, dall’iPhone al Nokia, dal Samsung al Motorola. Come se al Lido ti offrissero un giro in gondola, se al filmfestival di Berlino o Monaco ti portassero a bere la birra. Qui, invece, il pubblico se lo coccolano. Agriturismi col wireless, archi e antiche scale col widescreen al plasma. E dopo l’ennesima infornata di proiezioni, fra cui lo splendido Silent Light di Carlos Reygadas (l’autore messicano di Battaglia nel cielo) o lo spassoso Young @ Heart di Stephen Walker (storia di un gruppo di anziani che ringiovanisce fondando un gruppo rock’n’roll, e sembra una buona metafora per il destino del vecchio cinema, qui a Motovun), dati in anteprima in sale per la stampa di legno pregiato e stucchi e impianti digitali d’ultima generazione che non fanno certo rimpiangere i banali multiplex dei vari festival italiani, ecco che si riparte con un giro di vodka e “ombolo” con “fritule”. Chi può resistere a Motovun?

Ga.Ba.

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