Se vi siete persi gli ultimi post pubblicati sui nostri blog ecco un estratto per recuperarli. Buona lettura e se volete dire la vostra lasciate un commento nello spazio dedicato in fondo al post.
Il blog di Valentina Torlaschi
Ho visto Boris e…
E ho riso. Ma non troppo. Perché se Boris ha una prima parte esilarante, intrisa di un umorismo caustico e intelligente, nella seconda metà, in maniera ancora più caustica e intelligente, il film si nutre e ci rivomita in faccia quella comicità da cinepanettone volgare e becera di cui ci si era presi gioco fino a poco prima.
Just Like Honey
Il blog di Gabriele Ferrari
The cold harshness of being wrong throughout your entire life
Conoscete i Today Is The Day? Perché se la risposta è no, allora continuate pure a non conosceteli. Sono brutti sporchi cattivi, fanno musica di quella con le chitarre brutte sporche cattive, c’è un tizio che urla cose brutte sporche cattive tipo il sangue, la violenza, il sesso con animali esotici e gli ingorghi in tangenziale, e insomma se vostra madre dovesse entrare in camera mentre nello stereo sta passando un loro disco correreste il rischio di far cadere tutti i capelli alla povera signora, o di essere costretti a lavare il pavimento dello sgabuzzino per punizione, o magari anche a spegnere lo stereo. A parte fare musica che tutti urlano e sono arrabbiati, e a parte essere uno dei più grandi gruppi rock degli ultimi quindici anni, i Today Is The Day hanno un enorme talento per i titoli delle canzoni.
The Insider Outsider
Il blog di Fabio Guaglione
Fanno il film di Evangelion! Ah no…fanno il film di quasi-Evangelion. Ehm.
Eh sì. “Neon Genesis Evangelion” è una delle opere giapponesi più importanti dell’ultimo ventennio, nonché un capolavoro assoluto dell’animazione e non. Un progetto che da semplice serie tv si è trasformato in un vero e proprio fenomeno di massa che perdura forte più che mai a quasi vent’anni dalla sua ideazione. Esiste un prima e un dopo Evangelion.
Il blog di Valentina Torlaschi
CanCan! Ovvero i titoli che più aspetto dalla Croisette
Ieri hanno annunciato il programma. Sto ovviamente parlando del Festival di Cannes, l’appuntamento più esclusivo e glam per i cinefili e cinematografari di tutto il mondo. Ma soprattutto l’appuntamento per eccellenza con il cinema d’autore con la “A” maiuscola. C’è poco da fare: il vero cinema d’arte passa da qui. E a Venezia, spesso e volentieri, approdano gli altri. Anyway, dopo l’edizione un po’ sottotono dell’anno scorso, quest’anno la Croisette è pronta ad accogliere dei titoli di tutto rispetto. O almeno così sembra sulla carta…
Squid
Il blog di Luca Maragno
Habemus Papam, capolavoro sbagliato
L’ultimo film di Nanni Moretti è senza dubbio un capolavoro dal punto di vista cinematografico. Non mi è mai piaciuto Moretti, anche se gli ho sempre riconosciuto un talento eccezionale: è un fuoriclasse con una straordinaria dote comunicativa sia come attore, sia nella scrittura cinematografica che ha sempre contraddistinto i suoi lavori. Non ricordo più chi disse che non si può considerar regista uno che piazza la cinepresa su un cavalletto e poi ci recita davanti, ma fino ad Habemus Papam era un’affermazione anche condivisibile. Invece nella sua ultima opera Nanni dimostra di saper ben utilizzare tutti gli strumenti del linguaggio cinematografico: gli attori in grado di valorizzare una scrittura pressoché perfetta, le musiche usate per sottolineare certi momenti “poetici” o altri comici, i movimenti di macchina, sempre pertinenti nell’evidenziare stati d’animo e ritmi.
Squid
Il blog di Luca Maragno
Ho visto cose…da Machete ad Habemus Papam
Ecco le mie visioni settimanali. Al cinema: Cappuccetto rosso sangue: patinato come un serial, recitato male, scritto peggio, è un film che mi incuriosiva per il suo look e che purtroppo si è rivelato un pasticcetto. Tenta la strada del giallo (chi è il lupo mannaro?) alla Aghata Christie (con tanto di spiegone finale con piccoli flashback, proprio nel più classico dei classici gialli), ma in mezzo ci infila storia d’amore alla Twilight, horror senza una goccia di sangue e che non fa paura neanche a un bambino, e personaggi piatti e banali banali. Da evitare.
Wonderland
Il blog di Alice Zampa
Born to be… free: riguardando Top Gun e Easy Rider
Per qualche strana coincidenza (che forse coincidenza non è) a volte ti capita di rivedere vecchi film a distanza ravvicinata e di scoprire legami e spunti comuni cui non avevi mai fatto caso prima. Forse perchè in effetti non esistono ;-)o forse perchè le chiavi di lettura di un’opera d’arte sono molte di più di quelle che si possa immaginare.
Just Like Honey
Il blog di Gabriele Ferrari
Machete don’t si piglia sul serio. Ovvero, una non-recensione
Machete, come il progetto Grindhouse nella sua interezza, è stato presentato in lungo e in largo come «un omaggio agli exploitation movie degli anni ’60». Mi permetto di dissentire, almeno in parte. Perché se non c’è alcun dubbio sulla natura nostalgica di un film che mette in scena il conflitto tra immigrati messicani e una certa politica americana apertamente razzista (la chiamano mexploitation), è anche innegabile che Robert Rodriguez non sia né un regista low budget, né un ingenuo autore di pellicole semi-amatoriali.
Il blog di Eric Alexander
Traduzione Viziate
Oggi stavo distrattamente ascoltando la televisione lavando le pentole del pranzo… era una serie televisiva americana e la scena consisteva in una ragazza che diceva a un ragazzo che lei non voleva uscire in modo serio con lui ma voleva solo avere “rapporti occasionali”…
Squid
Il blog di Luca Maragno
Supereroi al cinema, si guadagna davvero?
Da Thor a Capitan America, questo 2011 sarà l’anno dei supereroi “meno famosi”. Per rivedere personaggi classici come Batman, Superman e Spider-Man dovremo aspettare il 2012. Non è detto, però, che saranno un successo. Ecco un’analisi dei box office di tutti i cinecomic dagli anni ’70 ad oggi. I supereoi al cinema funzionano davvero?
Ecco le mie visioni settimanali.
Al cinema:
Cappuccetto rosso sangue: patinato come un serial, recitato male, scritto peggio, è un film che mi incuriosiva per il suo look e che purtroppo si è rivelato un pasticcetto. Tenta la strada del giallo (chi è il lupo mannaro?) alla Aghata Christie (con tanto di spiegone finale con piccoli flashback, proprio nel più classico dei classici gialli), ma in mezzo ci infila storia d’amore alla Twilight, horror senza una goccia di sangue e che non fa paura neanche a un bambino, e personaggi piatti e banali banali. Da evitare.
