Monolith di Ivan Silvestrini

Bisognerebbe trovare un neologismo per definire l’operazione Monolith. Monolith è un fumetto, Monolith è un film, eppure non possiamo parlare di progetto crossmediale, perché quelle di Monolith sono due storie che sviluppano in modo simile, ma diverso, partendo dallo stesso soggetto. Suggerisce Roberto Recchioni: “ È come la cover di una canzone suonata da due band con stili musicali completamente diversi“.

Per discutere di questo e molto altro, del secondo volume del fumetto in uscita in libreria a metà maggio, e del film in arrivo in sala ad agosto distribuito da Vision, si è tenuto un panel nella Sala Italia del teatro Mediterraneo all’interno della Fiera d’Oltremare, dove da ieri e fino al primo maggio si svolgerà il Napoli COMICON 2017.

Erano presenti sul palco – moderati dal direttore di Best Movie Giorgio Viaro Lorenzo Ceccotti, disegnatore del fumetto e storibordista del film, Mauro Uzzeo, sceneggiatore sia del film che del fumetto, Michele Masiero, direttore editoriale della Sergio Bonelli Edizione e il già citato Roberto Recchioni, autore del soggetto di entrambi i progetti e della sceneggiatura del libro, che quest’anno è al Comicon anche nei panni di Magister. 

Monolith al Napoli COMICON 2017

È quest’ultimo che ha raccontato come è nato e si è sviluppato tutto: “Quando ho avuto l’idea di una madre che in mezzo al deserto e distante da tutto  per errore chiude il figlio all’interno della macchina più sicura al mondo, era tutto così dritto, semplice e pulito che ho pensato subito al cinema. Il soggetto è arrivato anche su tavoli importanti, un regista che conoscevo ne aveva subito opzionato i diritti, ma poi come spesso accade tutto è sfumato, e sono tornato a possederli io. A quel punto mi sono indirizzato verso il mondo che conosco meglio, quello del fumetto, ma mentre con la Sergio Bonelli avevamo deciso di dare il via al progetto siamo stati contattati dalla Lock & Valentine, società di post produzione interessata a produrre il film a partire dalla nostra idea. In breve tempo tutto si è fatto più importante, perché è entrata nella produzione Sky Cinema e la Bonelli stessa.”

Continua Masiero: “Proprio in quel periodo (circa due anni e mezzo fa, ndr) stavamo aprendo il dipartimento Sviluppo, diretto da Vincenzo Sarno. Era nostra intenzione iniziare a guadare oltre le pubblicazioni, diventando produttori diretti di tutta un’altra serie di attività che potevano spaziare dal cinema alla televisione, al merchandising alla libreria. Monolith ci è sembrato giusto per fare il primo passo in questa direzione.

E così le cose si sono sviluppate in parallelo: da una parte il fumetto e dall’altra il film, con la produzione del volume interrotta solo nel momento in cui LRNZ si è trovato sul set del film insieme al regista Ivan Silvestrini. Racconta LRNZ: “L’emozione più grande è stata vedere nascere dal nulla la macchina, è lei la protagonista e la location di entrambi i racconti. Volevo tirare fuori un oggetto con le caratteristiche moderne che più disprezzo nell’industria, doveva essere qualcosa di sigillato, non riparabile dall’utente, che rendesse l’idea che non siamo in controllo degli oggetti che utilizziamo. Vederla nascere dal nulla grazie alla Cinema Vehicle di Los Angeles è stata un’emozione indimenticabile. Il cinema non è come il fumetto: ogni cosa, ogni dettaglio ha il suo costo e dovevamo stare nei budget, non è stato semplice ma istruttivo, in più tutto il tempo sul set mi ha permesso di studiare la location, e soprattutto la luce, che in un fumetto pittorico come quello che ho realizzato è fondamentale.”

E la luce è l’elemento divisorio tra il primo volume, attualmente in edicola, e il secondo che sarà in vendita da metà maggio. Continua Ceccotti: “Se nella prima parte tutta l’azione avviene durante la notte e la difficoltà era costruire una scena illuminata solo dai fari di una macchina parcheggiata, nella seconda parte tutto succede di giorno, e la difficoltà era fare in modo che la luce desse immediatamente l’idea dello scorrere del tempo. L’ideale cui aspiravo era che aprendo una qualsiasi pagina del volume il lettore avrebbe subito capito a che ora del giorno si stavano svolgendo i fatti.”

Un lavoro complesso e impegnativo, reso possibile da una sceneggiatura dettagliata, interviene lo sceneggiatore Mauro Uzzeo: “Ho scritto entrambe le sceneggiature sapendo che sarebbero state due cose diverse: per diversificarle abbiamo deciso di rendere il centro della narrazione due tematiche differenti: nel fumetto esploriamo il sempre più stretto rapporto tra uomo e tecnologia portandolo alle estreme conseguenze, nel film, invece, al centro c’è una complessa relazione madre-figlio. Sia io che Ivan Silvestrini eravamo diventati da poco papà, le nostre compagne hanno fatto da test: più le scene con il bambino erano difficili da guardare più ci convincevamo di star facendo un bel lavoro.”

Per vedere Monolith al cinema l’appuntamento è nelle sale, il prossimo agosto.

Il fumetto Monolith

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