Il regno di Narnia ha ancora bisogno dei suoi eroi. Questa volta però sono solo i più piccoli dei fratelli Pevensie, Lucy ed Edmund (Georgie Henley e Skandar Keynes) a intraprendere la nuova avventura, in compagnia del lagnoso cuginetto Eustauce (Will Poulter). Risucchiati dalle acque del mare dipinto su un quadro appeso a casa degli zii, dove sono ospiti durante la guerra, Lucy ed Edmund si trovano nel bel mezzo di un oceano dove in loro soccorso arriva il maestoso Veliero dell’alba, a bordo del quale ci sono alcune loro vecchie conoscenze: il fiero Principe Caspian (Ben Barnes) e il topo spadaccino Ripicì.

Inizia così il terzo capitolo cinematografico della saga ispirata ai romanzi di C.S.Lewis, Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero (che sarà in sala dal 17 dicembre e che noi abbiamo visto in anteprima alle Giornate Professionali ), che tenterà di replicare il grande successo dei primi due blockbuster: Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio (745 milioni di dollari nel mondo – 2005) e Le croncache di Narnia: Il Principe Caspian (419 milioni di dollari – 2008). A dirigere è Michael Apted che ha preso il posto del collega Andrew Adamson stavolta solo in “cabina di produzione”.
Come nei precedenti anche qui è possibile trovare i riferimenti ai valori e alla storia cristiana che Lewis inserì in quella che può essere letta anche come un’allegoria del cristianesimo stesso. Fiducia, coraggio, lealtà, accoglienza e sacrificio si ritrovano nelle gesta di questi giovani eroi che sotto la guida del maestoso leone Aslan affrontano ogni sfida che si presenta sul loro cammino senza mai tirarsi indietro. Questa volta la missione è quella di ritrovare i sette Lord amici del padre di Caspian, fuggiti nelle Isole della solitudine per scappare dal malvagio zio che usurpò il trono. Durante il viaggio Caspian e gli altri si metteranno alla ricerca anche degli abitanti di Narnia che una misteriosa nube ha fatto sparire nel nulla. Il vero nemico però sarà nascosto nel posto più impensabile, come Aslan gli dirà: “Per sconfiggere il male dovrete prima sconfiggere le tenebre che sono dentro di voi”. Per riuscire nell’impresa e arrivare fino in fondo, infatti, i ragazzi dovranno resistere alle tentazioni che si presenteranno sulla loro strada. Lucy scoprirà come un desiderio apparentemente innocente – quello di voler essere bella come sua sorella Susan tanto da desiderare di essere lei – possa portare a conseguenze tremende. Ma il male è subdolo e riveste i suoi tentacoli con oro e brillanti. Come accade a Edmund, che assaporando il gusto del potere incrocerà la spada col suo amico fraterno Caspian, e anche al piccolo Eustace, che accecato dall’avidità si troverà trasformato in drago. Ma proprio questa punizione sarà per lui mezzo di riscatto e profondo cambiamento.
A rendere ancora più coinvolgente l’avventura c’è stavolta anche il 3D, non nativo ma convertito, che gioca solo sulla profondità senza invadere mai troppo. Bello l’effetto del veliero visto da sotto, delle sirene acquatiche e della neve.

Una storia forse più debole delle precedenti, ma animata da personaggi e messaggi che, a prescindere dai riferimenti teologici, racchiudono in sé una forza rara per produzioni di questo genere, e capaci di affascinare un pubblico di tutte le età. Il più bello è forse proprio il messaggio affidato alla piccola Lucy cui Aslan dirà: “Non fuggire da ciò che sei e non dubitare del tuo valore”.

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