Dopo oltre vent’anni di onorata carriera, NCIS continua a essere una delle serie più longeve e amate del piccolo schermo. La serie ha portato sullo schermo personaggi iconici, con archi narrativi avvincenti, ed era più che preventivabile che dopo più di due decenni culminati con l’attuale 22esima stagione arrivassero i primi evidenti segni di stanchezza.
Tuttavia, se da un lato la serie principale sembra al momento arrancare, vale la pena notare come il recentissimo nuovo spin-off NCIS: Origins, incentrato sui primi anni di carriera del volto storico del franchise, Jethro Leroy Gibbs, stia riuscendo a fare ciò che l’originale sembra aver ormai dimenticato da tempo. Origins sta riuscendo a intrecciare efficacemente i casi settimanali di pari passo con lo sviluppo dei personaggi, mentre le puntate più recenti di NCIS sembrano invece aver virato con decisione su un tono più leggero, rinunciando sempre più allo storico equilibrio tra dramma e ironia che ha sempre contraddistinto lo show CBS.
Tale cambio di rotta va inevitabilmente a discapito della tensione emotiva e dell’intensità investigativa che un tempo ne avevano fatto il più avvincente dei crime drama. In precedenza, l’umorismo era un elemento che giocava a favore della storia, facendo da contraltare alle atmosfere più drammatiche e serie. Tuttavia, le troppe gag fuori luogo e i momenti da sitcom visti nelle puntate più recenti, sono ben lungi dall’essere un valore aggiunto dal momento che interrompono il flusso narrativo e tolgono peso anche alle storyline più drammatiche.
Alcune sottotrame, come quelle su McGee o le improbabili missioni sotto copertura con parrucche e travestimenti comici, sembrano più sketch da comedy che sequenze di un crime. Anche i casi più seri, come l’indagine sulla talpa nell’NCIS o il nuovo ruolo di Knight, vengono liquidati in modo frettoloso senza nessuna reale conseguenza narrativa. La tensione si dissolve, le emozioni si affievoliscono, e tutta l’urgenza investigativa va inevitabilmente scemando.
Al contrario, NCIS: Origins ha mostrato fin da subito una sorprendente solidità. Il prequel sfrutta la familiarità del pubblico con il personaggio per raccontare una storia “mai narrata”, introducendo figure inedite come Lala e costruendo intorno a loro una tensione tangibile, accompagnata da un’atmosfera più cupa ma mai eccessiva, che restituisce spessore al format.
L’idea che la stagione 23 di NCIS possa prendere spunto dalla struttura di Origins è promettente. L’arco narrativo di Alden Parker, che ha vissuto visioni legate alla morte della madre e la tragica perdita del padre per mano di un criminale del cartello Nexus, è stato l’unico vero filo emotivo della stagione. Ma tale spunto è stato annegato in una sceneggiatura spesso troppo frivola. Se davvero la serie vuole tornare ai suoi standard, sarà fondamentale approfondire queste trame, aumentare la posta in gioco e restituire al pubblico puntate dense, autentiche, cariche di significato.
In fondo è proprio questo che ha sempre reso NCIS una serie speciale: la capacità di raccontare il lato umano della giustizia militare. C’è sempre stato spazio per la leggerezza nello show CBS, ma una serie che affronta crimini, lutti e vite spezzate non può rinunciare al suo lato più cupo, e in questo senso Origins sembra aver appena tracciato la strada per il futuro.
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Foto: CBS
Fonte: Collider
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