Passano gli anni, ma NCIS continua ad affascinare il pubblico. Dal debutto del 2003, nato a sua volta dai due episodi di JAG che fecero da backdoor pilot, il franchise ha costruito una lunga storia televisiva fatta di casi militari, cambi di leadership, addii traumatici, ritorni inattesi e nuove generazioni di agenti. La longevità della serie madre e l’espansione in prequel e spin-off spiegano bene perché tanti spettatori cerchino ancora oggi una guida ai personaggi: orientarsi tra volti storici, nuovi ingressi e figure decisive non è più così immediato come agli inizi.
A rendere NCIS così riconoscibile, del resto, non sono mai stati solo i casi della settimana. Il cuore della saga è sempre passato dai suoi protagonisti: alcuni sono diventati vere icone del piccolo schermo, altri hanno segnato svolte dolorose con la loro morte o la loro uscita di scena, altri ancora hanno permesso di allargare il franchise in nuove direzioni, come dimostra oggi NCIS: Origins. Per chi vuole orientarsi in questo vaso universo narrativo, eccovi quindi una una guida completa ai personaggi.
I personaggi principali di NCIS
La serie principale resta il centro assoluto di tutto il franchise, il luogo in cui sono nati i personaggi più amati e in cui si sono consumati gli archi narrativi più importanti. È qui che NCIS ha costruito il proprio equilibrio tra figure paterne, agenti irriverenti, esperti forensi fuori dagli schemi e direttori chiamati a tenere insieme il lato umano e quello istituzionale della squadra.
Leroy Jethro Gibbs
Leroy Jethro Gibbs è il volto simbolo di NCIS, il personaggio che più di ogni altro ha definito il tono della serie. Interpretato da Mark Harmon, compare già nei due episodi di JAG che introducono il mondo di NCIS e poi diventa il perno della squadra fin dal debutto della serie madre. La sua figura unisce disciplina, istinto, rigore morale e una forte componente emotiva che la serie ha rivelato solo gradualmente, trasformandolo da capo apparentemente impenetrabile a uomo segnato da lutti profondi e da un forte senso di responsabilità verso il proprio team. Gibbs ha lasciato la serie come presenza regolare nella stagione 19, quando decide di fermarsi in Alaska, ma la sua ombra continua a dominare l’identità dell’intero franchise.
Anthony DiNozzo
Anthony DiNozzo, interpretato da Michael Weatherly, è stato per anni il contrappunto perfetto a Gibbs. Ironico, impulsivo, spesso immaturo in apparenza, Tony entra in scena fin dall’inizio della serie e con il tempo si rivela molto più complesso di quanto sembri: dietro le battute e i riferimenti pop, NCIS costruisce uno degli archi di crescita più evidenti dell’intero show. Il suo rapporto con Gibbs è centrale, così come quello con Ziva David, destinato a diventare una delle linee emotive più seguite dai fan. La sua uscita di scena arriva nella stagione 13, quando lascia il lavoro dopo aver scoperto di essere il padre della figlia avuta con Ziva.
Ziva David
L’ingresso di Ziva David coincide con uno dei momenti più forti di NCIS. Interpretata da Cote de Pablo, la figlia del direttore del Mossad entra in scena all’inizio della terza stagione in un arco strettamente legato ad Ari Haswari, suo fratellastro. All’inizio la sua presenza destabilizza il gruppo, anche perché arriva dopo la morte di Kate, ma col passare delle stagioni Ziva diventa una delle colonne della serie, unendo abilità operative, durezza, vulnerabilità e una crescente intimità con il resto della squadra. La sua uscita originaria avviene nella stagione 11, ma il personaggio resta centrale anche dopo, tra assenze, presunta morte e ritorno successivo, fino alla nuova fase condivisa con Tony nello spin-off dedicato alla coppia.
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Caitlin “Kate” Todd
Caitlin Todd, interpretata da Sasha Alexander, appartiene alla fase originaria di NCIS ed è ancora oggi ricordata come una delle perdite più traumatiche dell’intera serie. La sua prima apparizione avviene in “Yankee White”, il primo episodio, dove il personaggio viene introdotto come ex agente dei Servizi Segreti. Kate porta nella squadra un’energia diversa da quella degli altri, più diretta e meno giocosa, e serve anche a stabilire l’alchimia iniziale con Gibbs e DiNozzo. La sua morte nel finale della seconda stagione, per mano di Ari Haswari, segna uno spartiacque narrativo che la serie utilizza per cambiare pelle e aprire la strada all’arrivo di Ziva.
Timothy McGee
Timothy McGee, interpretato da Sean Murray, è forse il personaggio che meglio racconta il passare del tempo dentro NCIS. Compare inizialmente come agente più giovane e inesperto, quasi intimorito dal resto del team, ma stagione dopo stagione assume un peso sempre maggiore, fino a diventare una delle figure più affidabili dell’epoca recente. La serie lo ha fatto crescere in modo graduale, senza strappi: da nerd un po’ impacciato a investigatore maturo, capace di tenere insieme intuito, sensibilità e competenza tecnologica. Proprio questa evoluzione silenziosa lo ha reso uno dei punti di continuità più preziosi della serie.
Abby Sciuto
Abby Sciuto è una delle creazioni più iconiche di NCIS. Interpretata da Pauley Perrette, la scienziata forense compare già nei pilot in JAG e si impone subito come presenza inconfondibile grazie al look gotico, all’entusiasmo contagioso e alla capacità di alleggerire i momenti più tesi senza diventare caricaturale. Abby è molto più di un supporto di laboratorio: rappresenta il lato emotivo e quasi familiare della serie, soprattutto nel suo rapporto con Gibbs. La sua uscita di scena nella stagione 15 chiude una fase lunghissima del franchise e lascia un vuoto che la serie ha cercato di colmare solo in seguito con una nuova figura forense.
Donald “Ducky” Mallard
Donald “Ducky” Mallard, interpretato da David McCallum, è il personaggio che più ha dato a NCIS una dimensione umana, colta e malinconica. Medico legale del team, presente fin dagli inizi, Ducky non è mai stato soltanto l’esperto che analizza i corpi: è il narratore laterale della serie, la voce capace di fermarsi sui dettagli, sui ricordi e sulle persone. Il suo rapporto con Gibbs è uno degli assi più solidi dell’intero show. Negli anni il personaggio ha progressivamente ridotto il proprio coinvolgimento operativo, ma ha mantenuto una funzione affettiva e morale fondamentale fino al suo commiato definitivo dal racconto.
Jimmy Palmer
Se McGee racconta la crescita professionale, Jimmy Palmer racconta la conquista di uno spazio narrativo inatteso. Brian Dietzen lo introduce come assistente di Ducky nella prima stagione, in una posizione quasi marginale, ma col tempo il personaggio smette di essere soltanto una spalla comica e acquista spessore, competenza e peso emotivo. La sua trasformazione in medico legale vero e proprio segna anche il passaggio generazionale della serie, che lo porta da presenza laterale a volto pienamente centrale nelle stagioni più recenti.
Jennifer Shepard
Jennifer Shepard, interpretata da Lauren Holly, entra nel racconto come nuovo direttore NCIS e porta con sé un elemento che la serie aveva fino a quel momento tenuto in secondo piano: il passato sentimentale di Gibbs. La sua presenza rende più politico il tono dello show e introduce una leadership diversa, meno granitica ma non meno determinata. Le tensioni con Gibbs e le trame legate al suo passato fanno di Shepard uno dei personaggi più importanti dell’epoca centrale di NCIS, fino alla sua morte nella quinta stagione.
Leon Vance
Con Leon Vance, interpretato da Rocky Carroll, NCIS cambia ancora una volta assetto interno. Vance debutta nella quinta stagione e inizialmente appare come una figura istituzionale più fredda e diffidente, quasi un corpo estraneo rispetto alla familiarità del team guidato da Gibbs. La serie però lo lavora nel tempo, mostrandone il peso umano, la capacità politica e il senso di responsabilità. Da possibile antagonista interno si trasforma così in un punto fermo, diventando uno dei volti più stabili della lunga fase moderna dello show.
Eleanor “Ellie” Bishop
Ellie Bishop, interpretata da Emily Wickersham, arriva in un momento delicato, quello successivo all’uscita di Ziva. Per questo il personaggio ha fin dall’inizio una funzione difficile: non sostituire davvero chi c’era prima, ma dimostrare che NCIS può continuare a rinnovarsi. Analista brillante e meno convenzionale del previsto, Bishop si ritaglia gradualmente un’identità propria, diversa da quella dei suoi predecessori. Il suo addio, nel finale della stagione 18, chiude un’altra fase importante della serie e conferma quanto NCIS abbia fatto della mobilità del cast una parte integrante del proprio racconto.
Nicholas “Nick” Torres
Nick Torres, interpretato da Wilmer Valderrama, rappresenta bene la fase più recente della serie. Ex agente sotto copertura, entra in scena con un bagaglio di segreti, durezza e isolamento che lo distingue subito dal resto del gruppo. NCIS ne sfrutta il lato più impulsivo e istintivo, ma lavora anche sulla sua capacità di creare legami, specialmente con McGee, Bishop e poi Knight. Torres è uno dei personaggi attraverso cui la serie ha cercato di tenere vivo il lato più fisico e nervoso dell’azione senza perdere la dimensione corale.
Jacqueline “Jack” Sloane
Con Jacqueline Sloane, interpretata da Maria Bello, la serie introduce una figura meno tradizionale rispetto all’assetto classico del team. Psicologa forense, entra nel racconto nelle stagioni più recenti e porta dentro NCIS un diverso modo di leggere il trauma, il comportamento e le fratture emotive dei personaggi. Il suo legame con Gibbs, giocato su una forma di intimità trattenuta e adulta, le consente di occupare uno spazio narrativo particolare. La sua uscita di scena non è traumatica come altre del passato, ma segna comunque un momento di forte ridefinizione per l’equilibrio del gruppo.
Kasie Hines
Prendere il posto di Abby non era semplice, e infatti Kasie Hines non è mai stata costruita come una copia. Interpretata da Diona Reasonover, entra nell’universo di NCIS prima come assistente e poi diventa la nuova specialista di laboratorio, portando una sensibilità diversa, più contenuta ma comunque brillante. Il suo valore sta proprio nell’aver consentito alla serie di aggiornare una funzione storica senza ripetere meccanicamente un personaggio amatissimo. Nelle stagioni recenti è ormai una presenza pienamente integrata nel gruppo.
Jessica Knight
Jessica Knight, interpretata da Katrina Law, appartiene alla nuova generazione di agenti attraverso cui NCIS ha cercato di tenere viva la propria formula dopo l’uscita di Gibbs. Il personaggio viene introdotto nella stagione 18 e porta con sé un profilo operativo molto netto, fatto di competenza, sangue freddo e una maggiore immediatezza rispetto a molte figure del passato. Il suo inserimento funziona perché la serie non cerca di presentarla come un’erede diretta di nessuno, ma come parte di un diverso equilibrio di squadra.
Alden Parker
Il compito più difficile degli ultimi anni è toccato ad Alden Parker. Interpretato da Gary Cole, il personaggio arriva nella serie come figura chiamata a occupare lo spazio lasciato libero da Gibbs, ma NCIS evita di trasformarlo in un duplicato del vecchio capo. Parker ha una presenza più disinvolta, meno ascetica, e fa valere il proprio carisma attraverso modalità differenti, senza rinnegare del tutto la tradizione della serie. La sua funzione è chiara: dimostrare che NCIS può sopravvivere anche senza il suo volto storico, pur continuando a dialogare con quella eredità.
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Gli antagonisti più importanti di NCIS
Nel corso degli anni NCIS ha costruito molti avversari episodici, ma solo pochi antagonisti sono riusciti a lasciare un’impronta davvero duratura sul franchise. I villain più memorabili sono quelli che non si sono limitati a ostacolare il team, ma hanno inciso in modo irreversibile sulla traiettoria emotiva della serie.
Ari Haswari
Ari Haswari, interpretato da Rudolf Martin, è il primo grande antagonista di NCIS e resta ancora oggi uno dei più decisivi. Il personaggio entra in scena nelle prime stagioni e si impone come minaccia personale e politica insieme, fino all’atto che cambia la serie per sempre: l’uccisione di Kate Todd. Il fatto che sia anche legato a Ziva David rende il suo arco ancora più forte, perché trasforma un villain in una figura capace di generare nuove storie, non solo distruzione.
La Grenouille
La Grenouille, interpretato da Armand Assante, è un antagonista molto diverso da Ari: meno fisico, più ambiguo, più legato alla rete di segreti e rancori che coinvolge Jennifer Shepard. Il suo peso non sta tanto nell’azione diretta quanto nell’atmosfera di minaccia e opacità che porta con sé, rendendo più cupa una fase della serie in cui NCIS amplia la propria dimensione internazionale e politica.
Trent Kort
Trent Kort, interpretato da David Dayan Fisher, è una delle figure più sfuggenti dell’universo NCIS. Legato al mondo dell’intelligence, il personaggio si muove a lungo in quella zona grigia in cui non è mai del tutto chiaro se sia alleato, manipolatore o nemico vero e proprio. Proprio questa ambiguità lo rende uno dei personaggi ricorrenti più utili alla serie quando vuole complicare le sue trame oltre la struttura puramente procedurale.
Harper Dearing
Harper Dearing, interpretato da Richard Schiff, è invece il classico villain d’arco capace di alzare la posta in modo evidente. Il suo conflitto con la squadra produce conseguenze dirette e porta NCIS in una dimensione più estrema, quasi da thriller di lunga durata. Personaggi del genere sono stati relativamente pochi nella storia della serie, ed è anche per questo che Dearing viene ricordato come uno dei nemici più importanti.
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I personaggi del prequel NCIS: Origins
Con NCIS: Origins il franchise ha scelto di fare qualcosa che per molti anni era rimasto soltanto suggerito: tornare indietro e raccontare il giovane Gibbs negli anni Novanta. La serie, ambientata molto prima degli eventi di NCIS e narrata da Mark Harmon, non allarga soltanto la cronologia del franchise, ma rimette al centro il tema delle origini, cioè di come si siano formati uomini, rapporti e ferite che il pubblico della serie madre conosceva già solo in parte.
Leroy Jethro Gibbs giovane
Il giovane Gibbs, interpretato da Austin Stowell, è il fulcro del prequel. Non è ancora il leader asciutto e leggendario della serie madre, ma un agente agli inizi, ancora immerso nel trauma per la perdita della moglie e della figlia. È proprio questo il senso del personaggio in Origins: mostrare non un mito già formato, ma una figura in costruzione, più fragile e più esposta, osservata però con la consapevolezza che il pubblico sa già chi diventerà.
Mike Franks
Mike Franks, interpretato in Origins da Kyle Schmid, è il personaggio-ponte più importante tra il passato e la serie madre. Nel racconto di NCIS era già una figura chiave nella vita di Gibbs, ma il prequel gli restituisce centralità piena, facendone il leader del team di Camp Pendleton e il mentore destinato a lasciare il segno sul futuro protagonista. La sua funzione narrativa è fondamentale perché traduce in rapporti concreti ciò che per anni era stato solo evocato.
Lala Dominguez
Lala Dominguez, interpretata da Mariel Molino, è una delle figure nuove introdotte dal prequel e serve proprio a dare a Origins una sua identità autonoma, non limitata ai soli nomi già noti ai fan della serie madre. Inserita nel team delle origini, Lala diventa parte del contesto umano e professionale in cui Gibbs muove i suoi primi passi, contribuendo a rendere il prequel qualcosa di più di una semplice operazione nostalgica.
Mary Jo Sullivan
Mary Jo Sullivan, interpretata da Tyla Abercrumbie, appartiene a quel gruppo di personaggi che aiutano Origins a definire il tono del suo ambiente di lavoro. Non è costruita come una figura puramente accessoria, ma come parte di un ecosistema professionale e umano che deve risultare credibile anche al di là del nome di Gibbs. In questo senso, la serie usa molto il contesto corale per fondare la propria specificità.
Vera Strickland
Vera Strickland, interpretata da Diany Rodriguez, è un altro tassello importante del team del prequel. La sua presenza aiuta a dare al racconto un’identità operativa più ampia e a mostrare che il mondo in cui Gibbs si forma è già fatto di personalità forti, non di semplici comparse funzionali alla sua crescita. Anche per questo Origins insiste molto più sui rapporti interni alla squadra di quanto ci si potrebbe aspettare da un puro racconto d’origine.
Randy Randolf
Con Randy Randolf, interpretato da Caleb Foote, Origins completa il quadro di una squadra che deve essere letta come gruppo e non solo come cornice per il protagonista. Il personaggio contribuisce a costruire il lato più quotidiano e relazionale del prequel, elemento essenziale per far percepire gli anni Novanta di Gibbs come un mondo narrativo compiuto e non come un semplice riempitivo retrospettivo.
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I protagonisti di NCIS: Los Angeles
G. Callen
G. Callen, interpretato da Chris O’Donnell, è il centro naturale di NCIS: Los Angeles. Più enigmatico e più segnato da un passato opaco rispetto a molti protagonisti della serie madre, Callen incarna il lato undercover e identitario dello spin-off, che usa spesso le missioni sotto copertura anche per scavare nella sua biografia.
Sam Hanna
Sam Hanna, interpretato da LL Cool J, è la controparte ideale di Callen: più stabile, più diretto, spesso più leggibile emotivamente. La loro coppia regge gran parte della forza della serie, che costruisce su di loro un asse operativo e umano centrale per tutto lo spin-off.
Kensi Blye
Kensi Blye, interpretata da Daniela Ruah, è uno dei personaggi che meglio hanno dato continuità e identità a Los Angeles. Operativa, tenace e gradualmente sempre più importante anche sul piano emotivo, Kensi diventa uno dei volti più riconoscibili della serie.
Marty Deeks
Marty Deeks, interpretato da Eric Christian Olsen, entra in scena come figura capace di portare una tonalità diversa, più laterale e ironica, ma si integra sempre di più nel cuore narrativo della serie. Il rapporto con Kensi diventa nel tempo uno dei fili più seguiti dai fan.
Henrietta “Hetty” Lange
Hetty Lange, interpretata da Linda Hunt, è probabilmente il personaggio più iconico di NCIS: Los Angeles dopo il duo centrale. Mentore, guida, stratega e presenza quasi mitologica, Hetty ha dato allo spin-off un’identità tutta sua, distinta ma perfettamente riconoscibile dentro il marchio NCIS.
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I personaggi di NCIS: New Orleans
Dwayne Cassius Pride
Dwayne Pride, interpretato da Scott Bakula, è l’anima di NCIS: New Orleans. Più radicato al territorio, più legato alla comunità e al contesto cittadino rispetto ad altri protagonisti del franchise, Pride definisce da solo il tono dello spin-off.
Loretta Wade
Loretta Wade, interpretata da CCH Pounder, non è solo la voce forense della serie, ma anche una figura di grande peso umano e morale. La sua presenza dà a New Orleans una profondità diversa, spesso più intima e affettiva.
Christopher LaSalle
Christopher LaSalle, interpretato da Lucas Black, è uno dei personaggi più popolari dello spin-off e la sua traiettoria finisce per avere un impatto fortissimo sul tono della serie. Il suo destino segna infatti una delle uscite più dolorose di questa ramificazione del franchise.
Tammy Gregorio
Tammy Gregorio, interpretata da Vanessa Ferlito, entra nel team con un’energia diversa, meno accomodante e più spigolosa. Proprio per questo diventa una presenza importante nell’equilibrio della serie nelle stagioni successive.
Sebastian Lund
Sebastian Lund, interpretato da Rob Kerkovich, ha uno sviluppo interessante perché passa da un profilo più tecnico e laterale a una presenza molto più coinvolta nell’azione. È uno dei personaggi che meglio mostrano la capacità degli spin-off di far crescere gradualmente i propri comprimari.
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I volti di di NCIS: Hawaiʻi
Jane Tennant
Jane Tennant, interpretata da Vanessa Lachey, è la protagonista che definisce l’identità di NCIS: Hawaiʻi. Il personaggio porta nello spin-off una combinazione di leadership, pragmatismo e attenzione alla dimensione familiare, elementi che lo distinguono abbastanza chiaramente dalla serie madre.
Ernie Malik
Ernie Malik, interpretato da Jason Antoon, è una figura preziosa perché offre allo spin-off una voce più eccentrica e immediatamente riconoscibile sul versante tecnico. La sua presenza si inserisce bene nella tradizione NCIS dei personaggi di supporto fortemente caratterizzati.
Kai Holman
Kai Holman, interpretato da Alex Tarrant, appartiene al gruppo operativo centrale e rappresenta uno dei volti più importanti della serie nel rapporto tra missione, radici locali e dimensione personale.
Jesse Boone
Jesse Boone, interpretato da Noah Mills, contribuisce a dare allo spin-off una stabilità di squadra più classica. Il suo ruolo serve a mantenere saldo l’elemento procedurale e il senso di continuità operativa.
Lucy Tara
Lucy Tara, interpretata da Yasmine Al-Bustami, è una delle presenze che hanno dato energia alla serie, soprattutto per il modo in cui NCIS: Hawaiʻi ha provato a costruire dinamiche relazionali più esplicitamente contemporanee.
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I protagonisti di NCIS: Sydney
Michelle Mackey
Michelle Mackey, interpretata da Olivia Swann, è il centro di NCIS: Sydney, primo spin-off del franchise ambientato fuori dagli Stati Uniti. La sua presenza è decisiva nel definire una serie che si regge molto anche sull’incontro e sul confronto tra culture investigative differenti.
JD Dempsey
JD Dempsey, interpretato da Todd Lasance, è il personaggio con cui Mackey crea la dinamica più immediata e centrale dello spin-off. Il suo ruolo aiuta a rendere concreto il dialogo tra il lato NCIS e quello australiano del racconto.
DeShawn Jackson
DeShawn Jackson, interpretato da Sean Sagar, è parte del blocco principale di personaggi con cui Sydney costruisce il suo tono più corale e internazionale. La serie lo usa come figura capace di dare forza operativa al gruppo.
Evie Cooper
Evie Cooper, interpretata da Tuuli Narkle, contribuisce a radicare lo spin-off nel suo contesto locale e a differenziarlo ulteriormente rispetto alle altre incarnazioni del marchio.
Bluebird Gleeson
Bluebird Gleeson, interpretata da Mavournee Hazel, completa il quintetto di volti principali più facilmente associabili all’identità di NCIS: Sydney. Insieme agli altri personaggi, aiuta la serie a non apparire soltanto come una variazione geografica, ma come una vera nuova squadra.
In oltre vent’anni di storie, NCIS ha continuato a cambiare pelle proprio attraverso i suoi personaggi. La serie madre resta il luogo in cui si concentrano i nomi più iconici e gli addii più memorabili, ma Origins e gli spin-off dimostrano quanto il franchise abbia saputo allargarsi senza rinunciare del tutto alla propria identità. Alla fine, seguire Gibbs, Tony, Ziva, McGee o i nuovi protagonisti delle varie ramificazioni significa seguire anche l’evoluzione stessa di NCIS: una saga televisiva che ha fatto della continuità emotiva, più ancora che della struttura investigativa, il proprio vero punto di forza.
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