Neil Burger, regista del primo capitolo della saga young adult di Divergent (che ha consacrato definitivamente Shailene Woodley tra le stelle di Hollywood), è stato intervistato da Collider circa la sua esperienza con il franchise. Riuscire nell’impresa di non far sembrare Tris una brutta copia di Katniss Everdeen era dura, ma la scommessa (visto l’ottimo riscontro del pubblico) è sicuramente stata vinta.
Lo stesso Neil Burger si era dichiarato fiducioso sin dal principio: «Non è stata una sorpresa, non mi sarei fatto interpellare se non fossi stato convinto che il film aveva delle possibilità. Abbiamo sempre pensato che sarebbe andato bene: abbiamo lavorato con un cast fantastico, un libro che continuava ad appassionare i fan e una crew molto collaborativa. Eravamo fiduciosi. Quindi quando effettivamente Divergent ha fatto successo, è stato un sollievo perché non si sa mai, però per noi aveva tutto senso. Non avevo nemmeno paura di snaturare il libro: quello di per sé era già molto cinematografico. Abbiamo dovuto condensare, ma lo spirito dell’opera originale è rimasto. Purtroppo non dirigerò il secondo film, anche se all’inizio ero stato chiamato a farlo. Avrei dovuto pensare ad Insurgent nel mentre che montavo Divergent e giravo altre scene. All’inizio ho pensato “ce la posso fare” ma poi ho mollato. È stata una decisione difficile, ma sono orgoglioso del cast e del lavoro fatto

Alla domanda sul perché i giornalisti tendono ad accomunare Divergent con la saga di The Hunger Games, il regista ha prontamente risposto: «Penso si possa vederla in due modi. Per fare prima chi scrive usa questa tattica come abbreviazione, il che può essere una buona cosa ma spesso l’argomento viene liquidato così… Come se uno fosse la copia dell’altro o qualcosa di simile. Divergent ha una sua storia. È sempre una giovane donna in un mondo post-apocalittico, ma la trama e il percorso delle protagoniste è affrontato in modo completamente diverso Fa piacere essere comparati a qualcosa che ha avuto un grande successo, ma è anche frustrante

Fonte: collider

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