Leonardo DiCaprio è un attore versatile, talentuoso, intenso e inimitabile: tutte cose di cui il mondo intero s’è accorto da anni, con l’eccezione della commissione preposta ad assegnare gli Oscar. L’ambita statuetta è diventata un’ossessione per il fu Jack di Titanic, nonché fonte di infinite battute in Rete e di dichiarazioni contrariate di tutti i suoi colleghi, che dopo averlo visto perdere l’occasione con film come The Departed e Django Unchained sembrano essersi rassegnati a considerare Leo come «quello bravo che non ha mai vinto un Oscar».

Chi non si arrende, però, è proprio DiCaprio, sempre in cerca di progetti coraggiosi che possano portarlo su quel palco a ritirare il sospirato premio. L’ultimo in ordine di tempo è King Harald, soggetto acquistato da Warner Bros. e da Appian Way (la casa di produzione di Leo) scritto da Mark L. Smith e incentrato sulla vicenda di Harald Hardrada, conquistatore dell’XI secolo che passò quindici anni in esilio a combattere come mercenario nell’Impero Bizantino prima di tornare in patria e farsi proclamare re dei vichinghi. Di più: la sconfitta di Harald a Stamford Bridge (non crediamo per mano di Mourinho, ma non si sa mai) segnò la fine del suo regno e, secondo gli storici, dell’epoca vichinga tutta. DiCaprio sarà sicuramente produttore del film, che «ricorderà Braveheart», ma potrebbe anche interpretare il protagonista. Il film è ancora lungi dal cominciare la produzione, comunque, quindi restiamo in attesa di sapere se Leo dovrà farsi crescere una folta barba bionda per diventare re dei vichinghi…

Fonte: Collider

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