Fin dalle sue origini, il genere sci-fi è sempre stato affascinato dalle suggestioni del viaggi nel tempo, e soprattutto dalle conseguenze potenzialmente devastanti per l’umanità, se questa eventualità impossibile dovesse un giorno realizzarsi. Da Ritorno al futuro al più recente Tenet, questo tema ha nutrito l’immaginazione di intere generazioni. Spesso, a causa della presenza di molteplici linee temporali, flashback e flashforward, i film sui viaggi nel tempo sono noti per essere particolarmente complessi e difficili da seguire. E alcuni si trasformano in veri e propri rompicapi incomprensibili, come Predestination di Michael e Peter Spierig.
Uscito nel 2014, è uno dei film più intricati di questo genere, ricco di colpi di scena e svolte improvvise, tanto da aver messo in crisi molti spettatori. In effetti, c’è bisogno di più di una visione per comprendere del tutto la storia del misterioso agente temporale senza nome, interpretato da Ethan Hawke. L’uomo viene incaricato di viaggiare nel tempo per dare la caccia a un misterioso terrorista battezzato dalla stampa come “Fizzle Bomber”. La sua storia si intreccia con quella di John, un giovane uomo trans che si guadagna da vivere scrivendo per un giornale femminile e che sta cercando sua figlia scomparsa, sottrattagli da un uomo quando era ancora in fasce.
Per non fare troppi spoiler, ci limiteremo a dire che il titolo del film fa riferimento al cosiddetto “paradosso della predestinazione”, molto frequente nel genere sci-fi con viaggi nel tempo. Allo stesso tempo, il tema principale della pellicola risulta piuttosto essere il concetto del fallimento e dell’identità personale, rappresentata soprattutto dal personaggio intersex di John/Jane, costretta a sottoporsi a un intervento che l’ha resa un uomo e alla disperata ricerca di punti fermi per ridefinire il suo passato e la sua persona. Il film gioca insomma sulla complessità delle identità multiple, e il finale offre allo spettatore più domande che risposte. Proprio in virtù di questo aspetto, però, Predestination è un film altamente rivedibile: probabilmente sarete invogliati a guardarlo più volte, e ogni volta ne uscirete con un’interpretazione differente.
Nonostante sia ritenuto da molti uno dei più sottovalutati nel suo genere, questo film non è stato un successo al box office e ad oggi ha una fanbase ancora contenuta, forse perché, essendo una produzione australiana, non è stato in grado di arrivare al grande pubblico internazionale. La critica, però, lo ha accolto favorevolmente, lodando soprattutto la costruzione del paradosso temporale e la performance di Sarah Snook nei panni di John/Jane.
Per il protagonista Ethan Hawke, potrebbe essere il più sottovalutato di tutta la sua filmografia. In un’intervista ha dichiarato: «Uno dei miei preferiti, anche se non lo hanno visto molte persone, è Predestination. Penso che Sarah Snook sia incredibile in quel film. Se siete appassionati di cinema, sapete che è molto difficile fare un buon film sui viaggi nel tempo. Io stesso apprezzo molti film di questo genere, ma poi mi ritrovo sempre a pensare: “Aspetta un attimo, questo non ha alcun senso”. Ma Predestination è davvero fatto bene».
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