Ci sono romanzi che sembrano nati per sfidare il cinema. Libri potentissimi, amati, discussi, ma così complessi da resistere a ogni tentativo di adattamento. È il caso di Meridiano di sangue, il capolavoro di Cormac McCarthy pubblicato nel 1985 e considerato da molti uno dei testi più difficili, se non impossibili, da portare sul grande schermo.
Da oltre 30 anni, Hollywood prova a trasformarlo in un film senza riuscire davvero a concretizzare il progetto. Non per mancanza di interesse, ma per la natura stessa dell’opera. Meridiano di sangue non è un western tradizionale, non offre un percorso eroico riconoscibile e non procede secondo una struttura narrativa facilmente adattabile al cinema. È un romanzo brutale, filosofico, episodico, attraversato da una violenza estrema e da una riflessione cupissima sulla guerra, sul male e sulla natura umana.
Al centro della storia c’è un ragazzo noto semplicemente come il Kid, che attraversa il confine tra Stati Uniti e Messico nella metà dell’Ottocento e finisce per unirsi a un gruppo guidato dal terrificante Giudice Holden. Quest’ultimo non è un antagonista convenzionale, ma una figura quasi mitologica, una presenza distruttiva e filosofica che domina il racconto più come incarnazione del male che come semplice personaggio.
Proprio qui nasce la grande difficoltà dell’adattamento. La questione non riguarda soltanto la rappresentazione della violenza, già di per sé estrema, ma il modo in cui tradurre in immagini la densità morale e letteraria del romanzo. Meridiano di sangue procede per episodi durissimi, senza un arco narrativo rassicurante, senza un protagonista facilmente identificabile e senza quella struttura classica che di solito permette a Hollywood di costruire un film accessibile al grande pubblico.
I primi tentativi documentati di adattamento risalgono agli anni Novanta, con una sceneggiatura firmata da Steve Tesich. Da allora il progetto è passato attraverso diversi nomi importanti, tra cui Tommy Lee Jones e Ridley Scott, senza però arrivare mai davvero sul set. Ogni versione si è scontrata con lo stesso problema: rendere la storia più lineare avrebbe significato tradire ciò che rende il romanzo così potente; restare fedeli al testo, invece, avrebbe comportato un rischio enorme dal punto di vista produttivo e commerciale.
Nel corso degli anni, Meridiano di sangue è diventato quasi una prova impossibile per i registi interessati a misurarsi con un’opera estrema. C’è chi lo ha immaginato come il western definitivo, cupo e senza redenzione, e chi lo ha considerato troppo complesso, troppo violento e troppo lontano dalle regole del cinema mainstream. Il risultato è stato un lungo susseguirsi di annunci, bozze, ripensamenti e brusche frenate.
Uno dei tentativi più noti è quello legato a James Franco, che nei primi anni 2010 arrivò più vicino di altri a concretizzare il progetto. A differenza di molte versioni rimaste solo sulla carta, la sua proposta portò persino alla realizzazione di circa 30 minuti di materiale di prova, con scene dedicate alla banda di Glanton nel deserto e al dialogo tra Tobin e il Kid sull’incontro con Holden. Anche quella versione, però, si fermò prima di diventare un vero film, probabilmente a causa di problemi legati ai diritti, alla struttura produttiva e allo sviluppo complessivo.
Negli ultimi anni, però, qualcosa si è rimesso in moto. Nel 2023 è stato annunciato un nuovo tentativo di adattamento con John Hillcoat alla regia. Il suo coinvolgimento è particolarmente significativo: Hillcoat ha già affrontato l’universo di Cormac McCarthy dirigendo The Road nel 2009, un film spesso citato tra le trasposizioni più rispettose dell’autore per tono, atmosfera e approccio visivo.
A rafforzare il progetto c’è anche John Logan, sceneggiatore di film come Il gladiatore, The Aviator, Sweeney Todd e Skyfall, coinvolto nella scrittura. La sua presenza potrebbe aiutare a trovare una forma cinematografica capace di rispettare la sensibilità di McCarthy senza rinunciare alla forza del racconto. Inoltre, John Francis McCarthy, figlio dello scrittore, sarà executive producer del film, un elemento che potrebbe garantire un legame diretto con l’eredità dell’autore.
Al momento, però, non esiste ancora una data d’uscita ufficiale. Dopo decenni di tentativi falliti, è comprensibile che ogni nuovo aggiornamento venga accolto con cautela. Eppure, per la prima volta da molto tempo, Meridiano di sangue sembra trovarsi nelle maFni giuste. Resta da capire se il cinema riuscirà davvero a domare uno dei romanzi più estremi e inafferrabili della letteratura americana contemporanea.
Se questo nuovo adattamento dovesse finalmente concretizzarsi, non sarebbe soltanto l’arrivo al cinema di un grande libro. Sarebbe la fine di uno dei più lunghi e affascinanti inferni produttivi di Hollywood: la storia di un romanzo che per oltre trent’anni nessuno è riuscito davvero a trasformare in film, ma che potrebbe essere finalmente pronto a trovare la propria forma sul grande schermo.
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