Tra i tanti villain apparsi in Buffy l’ammazzavampiri, pochi sono riusciti a imporsi nel cuore dei fan come Richard Wilkins, il carismatico sindaco di Sunnydale che domina la terza stagione. A differenza dei mostri che lo hanno preceduto, Wilkins non si presenta come un nemico dichiarato. È educato, sorridente, quasi paterno — l’incarnazione perfetta del male nascosto dietro la normalità. Ed è proprio questo a renderlo indimenticabile.
Interpretato con ironia e misura da Harry Groener, il sindaco Wilkins è un personaggio che sfugge alle definizioni. Da un lato è un uomo ossessionato dall’ordine, dalle buone maniere e dall’igiene (“mai usare un linguaggio volgare, anche quando si minaccia il mondo”), dall’altro è un demone secolare con un piano preciso: diventare una divinità e conquistare il potere assoluto. Il suo sorriso rassicurante nasconde una freddezza calcolatrice che lo rende tanto comico quanto inquietante.
In un periodo in cui la serie affrontava temi sempre più cupi — tra lutti, sensi di colpa e la crescita dolorosa di Buffy — il sindaco portò una ventata di ironia, senza però rinunciare alla minaccia. Le sue conversazioni leggere su fumetti e appuntamenti con i demoni, o le scene in cui interrompe un rituale di sangue per rispondere al telefono dell’ufficio, gli permisero di diventare uno dei cattivi più memorabili della televisione anni ’90.
Ma ciò che lo rende ancora oggi affascinante è la relazione con Faith, la cacciatrice ribelle che diventa la sua protetta. In lei Wilkins trova la figlia che non ha mai avuto, e in lui Faith scopre — forse per la prima volta — un adulto che la tratta con affetto. La loro complicità è una delle più ambigue e potenti dell’intera serie: un legame che oscilla tra la manipolazione e un sincero senso di protezione. Quando Buffy ferisce Faith, la furia del sindaco non è dettata dal calcolo, ma dal dolore. E anche dopo la sua morte, le disposizioni lasciate per aiutarla provano che quell’affetto, per quanto contorto, era reale.
Dietro la sua apparenza comica, Wilkins è uno stratega con una visione sul lungo periodo: governa Sunnydale da generazioni, nascondendo la sua immortalità dietro una serie di identità e tramando nell’ombra con la pazienza di chi ha tutto il tempo del mondo. È un villain “da scrivania”, ma anche un politico inquietante per la sua somiglianza con certi leader reali: affabile, organizzato, apparentemente innocuo. Ed è proprio questo contrasto tra cortesia e orrore che lo rende, a distanza di più di vent’anni, uno dei personaggi più complessi e affascinanti dell’universo di Buffy.
Più che un nemico, il sindaco Wilkins è uno specchio delle contraddizioni umane: ama sinceramente, ma distrugge senza esitazione; si comporta come un padre affettuoso, ma prepara sacrifici umani con la stessa calma con cui organizza una riunione di giunta. È un personaggio che dimostra come il male possa indossare un sorriso — e quanto, a volte, sia proprio questo a renderlo irresistibile.
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Fonte: CBR
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