Game of Thrones, forse il più grande successo televisivo degli ultimi tempi, è terminata sette anni fa, lasciandosi dietro una scia di domande irrisolte e questioni ancora aperte. A colmare i vuoti, in attesa dei libri che George R.R. Martin deve ancora finire di scrivere, ci stanno pensando gli spin-off. In particolare, House of the Dragon sta creando un legame sempre più stretto con la saga principale, ampliando la mitologia, le origini e la storia di Westeros e chiarificando i racconti e le leggende attorno ai suoi fondatori, come Aegon il Conquistatore.
Ma c’è un mistero che ancora non è stato mai minimamente toccato, e potrebbe essere il più grande di tutto il franchise di Game of Thrones: da dove vengono, esattamente, i draghi? Chi li ha creati? Come sono nati? E perché hanno stabilito un rapporto di simbiosi proprio con la famiglia Targaryen e con nessun altro?
Anche se in pochissimi se ne sono accorti, l’ultima puntata di House of the Dragon 3 potrebbe aver offerto un indizio a proposito di questo grande punto interrogativo. La scena in questione è quella in cui Rhaenyra Targaryen parla con l’Alto Septon, la massima carica religiosa di Approdo del Re. Egli si rifiuta di incoronarla come nuova regina, affermando che nessuno ha la certezza che il re in carica, Aegon II, sia effettivamente morto. Quando Rhaenyra cerca di fargli pressione dicendo di avere gli dei dalla sua parte, l’Alto Septon le risponde che i suoi dei «non hanno nulla a che fare con i draghi», e definisce questi ultimi «nati dalla magia profana, dall’oscurità, dall’orgoglio e dalla brama di potere».
Sembrano semplicemente le parole di una carica religiosa ostile alla corona, eppure queste frasi si riallacciano direttamente a una popolare teoria sull’origine dei draghi che trova fondamento già nei romanzi di Martin. Chiariamolo subito: l’autore non ha mai rivelato in che modo le creature siano arrivate a Westeros, tuttavia ha messo in bocca ai suoi personaggi diverse leggende o ipotesi più o meno attendibili. Quella che viene discussa di più nei romanzi è legata al personaggio di Septon Barth, Primo Cavaliere del re Jaehaerys I Targaryen, ovvero il sovrano precedente al padre di Rhaenyra. Secondo questo Septon, che viene menzionato diverse volte nei vari libri della serie, i draghi sarebbero nati dalla magia del sangue utilizzata dai maghi di Valyria. Martin stesso contesta la veridicità di questa affermazione, informando il lettore del fatto che a Westeros ci siano diverse leggende: secondo alcuni, i draghi esistevano da ben prima di Valyria, mentre secondo altre correnti di pensiero i valyriani li avrebbero trovati in catene sotto un vulcano e liberati, legandoli a loro.
La figura di Septon Barth, tuttavia, non è da sottovalutare per due ragioni. La prima è che il suo nome è associato ad alcune profezie veritiere: ad esempio, aveva predetto la caduta della famiglia Targaryen e l’avverarsi della profezia sul Principe che fu promesso. La seconda è ovviamente la nascita dei draghi di Daenerys Targaryen, che sfrutta proprio la magia del sangue di Mirri Maz Duur per far schiudere le sue uova. Quella ricevuta da Rhaenyra, dunque, potrebbe non essere soltanto una provocazione politica. Una delle questioni più importanti sul mondo di Game of Thrones è stata ufficialmente riaperta: se non sarà House of the Dragon a dare una risposta, l’onore potrebbe toccare prossimamente all’atteso spin-off su Aegon il Conquistatore.
Fonte: Comicbook
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