Quasi tutti lo pensano, anche quelli che non lo dicono: Nicolas Winding Refn è destinato a fare la storia dei prossimi dieci anni di cinema, così come Christopher Nolan ha fatto quella degli ultimi dieci. Del regista di Inception, Nicolas ha la statura (è altissimo), i capelli biondi e un carattere tipicamente nordico: quieto, sobrio e sottilmente ironico. Anche se, chiunque ve lo confermerà, non sorride mai.

Best Movie: Di solito lei è il padrone assoluto dei suoi progetti, mentre Drive è più un lavoro da “regista in affitto”: come hai affrontato questa situazione?
Nicolas Winding Refn: «Be’, non è la prima volta che lavoro così: mi è successo anche quando mi hanno chiamato per The Dying of the Light (progetto successivamente abbandonato da Refn, e tratto da una sceneggiatura del Paul Schrader di Taxi Driver, ndr). Drive è nato da un appuntamento al buio con Ryan Gosling: abbiamo ragionato sulla possibilità di fare qualcosa di creativo parlando solo di una macchina. La sceneggiatura originale della Universal era un progetto da 60 milioni di dollari, ma io sapevo che la mia versione non poteva essere un action da 60 milioni di dollari (ride)».

BM: Come hai affrontato il problema?
NWR: «Siamo andati in cerca di finanziatori indipendenti, e intanto ho letto il libro e ho capito che avrei dovuto girare quella storia, non quella che c’era sul copione. Così Hos (Hossein Amini, lo sceneggiatore, ndr), che già stava lavorando allo script, si è trasferito da me a Los Angeles e l’ha riscritto da capo, mentre io e Ryan giravamo di notte per la città». (Foto GettyImages)

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Sotto, Nicolas Winding Refb (a destra) insieme a Ryan Gosling sul set di Drive

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