Non più sceneggiatore o regista (come in Radiofreccia o Dazeroadieci), questa volta “il Liga” è il vero protagonista. Il film diretto da Piergiorgio Gay (La forza del passato) – che porta il titolo di una delle canzoni del cantautore emiliano – parla dell’Italia, di com’era e com’è: partendo dalla svolta istituzionale e sociale degli Anni Ottanta fino ad arrivare ai giorni nostri, all’epoca delle “passioni spente”, all’era della crisi. Con la pretesa di raccontare la società in cui viviamo attraverso un musicista e il suo pubblico. Perché Ligabue è un cantautore (e personaggio) italiano popolare; perché nei suoi concerti quando canta “Non è tempo per noi” scorrono sul maxischermo gli articoli della Costituzione italiana; perché “Buonanotte all’Italia” è coreografata dai visi delle persone che hanno fatto qualcosa per questo Paese; perché la sua “Buonanotte”, a fine concerto, è rivolta a «tutti quelli che vivono in questo Paese ma che non si sentono in affitto». La sua storia si interseca, però, anche con quella di altri personaggi, famosi e non, fotografati ciascuno nel proprio ambito: da Don Luigi Ciotti a Margherita Hack, da Umberto Veronesi a Javier Zanetti, da Carlo Verdone a tutti noi.

Regia: Piergiorgio Gay
Interpreti: Luciano Ligabue
Trama: Un insolito documentario musicale, un viaggio nel tempo nell’Italia degli ultimi trent’anni.
Online: www.bimfilm.com

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La scheda è pubblicata su Best Movie di settembre a pag. 111

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