L’Italia in cui viviamo e quella che vorremmo, i desideri e le speranze dei giovani e dei meno giovani, le ingiustizie e le anomalie del Belpaese, i dubbi e le paure della gente. Paure che però, come suggerisce il titolo del film diretto da Piergiorgio Gay (La forza del passato, Tre storie), nelle sale italiane da venerdì 17 settembre, è meglio lasciare da parte: Niente paura, appunto. Un’esortazione che riprende il titolo di una canzone del 2007 di Luciano Ligabue, personaggio-fulcro attorno a cui ruotano interviste e filmati di questo documentario, che tenta di fare il punto della situazione sulla società italiana dell’ultimo trentennio.

La prima delle due clip che vi presentiamo contiene l’anteprima dei primi due minuti del film, in cui Ligabue commenta: «Non so cosa voglia dire vivere in Svizzera, o vivere in Danimarca. So cosa vuol dire vivere qua, e tra l’altro in uno specifico molto chiaro.  Quello che ho visto, quello che in qualche modo mi ha formato, quello che mi ha straziato, per certi aspetti […] tutto questo, ovviamente, finisce spesso in quello che io voglio raccontare. Un amore pieno di contraddizioni». Nella seconda il cantautore emiliano spiega invece il rapporto che ha con le proprie canzoni e con il pubblico che le ascolta.

Niente paura – Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue, presentato anche a Venezia,  segue il filo di Arianna della Costituzione italiana: ogni personaggio, volto noto o “uomo della strada”, legge un articolo e lo commenta, confrontando il “dire” della Carta con il “fare” della quotidianità italiana. Tra i tanti personaggi intervistati anche Carlo Verdone, Fabio Volo, Margherita Hack, Umberto Veronesi. Voce narrante (e musiche, ovviamente!) di Luciano Ligabue.

Guarda il trailer del film

I primi due minuti di Niente paura

La seconda clip  in anteprima: Ligabue si racconta


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