Noi siamo infinito, Nina Dobrev: «Il mio provino? L'ho fatto via Skype...»
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Noi siamo infinito, Nina Dobrev: «Il mio provino? L’ho fatto via Skype…»

L'attrice è tra i protagonisti del film diretto da Stephen Chbosky, che racconta le vicissitudini di un timido adolescente. Nel cast, anche Emma Watson

Noi siamo infinito, Nina Dobrev: «Il mio provino? L’ho fatto via Skype…»

L'attrice è tra i protagonisti del film diretto da Stephen Chbosky, che racconta le vicissitudini di un timido adolescente. Nel cast, anche Emma Watson

L’adolescenza è sempre stata una grandissima fonte d’ispirazione per il cinema: la costante ricerca di libertà, la voglia di vivere, la rabbia e i sogni ad occhi aperti che la caratterizzano, hanno ispirato storie e personaggi indimenticabili, simbolo di intere generazioni. Stephen Chbosky ha deciso di esplorare questa difficile età prima nel suo romanzo Ragazzo da parete (edito da Frassinelli), poi nel relativo adattamento cinematografico Noi siamo infinito, che il 14 febbraio arriverà nelle nostre sale. La pellicola è una dramedy ambientata negli anni Novanta, che racconta la vita di Charlie, un timido e introverso ragazzo delle superiori. Nel cast, di cui fanno parte Logan Lerman, Emma Watson e Paul Rudd, c’è anche Nina Dobrev, star della serie tv The Vampire Diaries, che interpreta Candace, la sorella maggiore del protagonista. Nell’intervista che trovate qui sotto, preceduta dalla trama ufficiale del film, l’attrice parla della sua esperienza sul set e delle tematiche affrontate dalla pellicola:

Emotivo e timido, Charlie (Lerman) è una matricola delle superiori che sta cercando di superare il trauma derivante dal recente suicidio dell’amico Michael, a cui continua a scrivere lettere in cui gli racconta come procede la sua vita. Bill (Rudd), il suo insegnante d’inglese, tenta in tutti i modi di farlo uscire dal guscio, ma per Charlie non è facile dimenticare gli anni di un’infanzia complicata. Divenendo il confidente ideale per i nuovi compagni e frequentando le prime feste, Charlie cerca di inserirsi sempre di più, ma essere un adolescente non è mai facile. La speranza di un futuro più roseo, però, non tarda ad arrivare quando si scopre per la prima volta innamorato di Sam (Watson).

Conoscevi già il libro quando ti è stato proposto il film?
«Devo dire la verità, io non conoscevo il libro. Mi è arrivato lo script da leggere, e ho iniziato a parlarne alle persone che mi erano vicine, e sono rimasta sorpresa di scoprire come praticamente chiunque nella mia esistenza non solo conoscesse il libro, ma lo amasse profondamente, qualcuno anche in maniera ossessiva, e di come molti di loro fossero stati toccati e influenzati dal romanzo. Devo dire che poi quando ho letto lo script ho effettivamente condiviso queste reazioni».

Come sei stata scelta per la parte?
«Ho fatto un provino. (ride) In realtà ho fatto un provino via skype, e… è andato bene. In fondo siamo nel ventunesimo secolo e skype non è molto diverso da una videocamera».

Tu che personaggio interpreti nel film?
«Io sono Candace, la sorella maggiore di Charlie. I due hanno anche un fratello più grande, quindi Candace è la seconda figlia. All’inizio del film si intuisce che lei e Charlie avevano un rapporto molto stretto, ma poi lei si è fatta un po’ influenzare dal passaggio alle scuole superiori e cambiato le sue priorità, ha messo un po’ da parte i rapporti famigliari a favore del suo fidanzato e delle amiche. Ma lei e Charlie si riavvicinano nel corso della storia, succedono delle cose spiacevoli e il dolore li riavvicina».

Questo film ha per protagonisti dei teenager, ma è ambientato negli anni ’90. A chi vuole rivolgersi in realtà?
«Io credo che il film si rivolga a diversi tipi di persone. I personaggi e i fatti di questo film trascendono il tempo. Non importa se è ambientato negli anni ‘90, si riferisce a persone di oggi, e vi si riferirà anche tra altri dieci anni. Il mio personaggio vuole essere sempre perfetto, con voti perfetti e cose del genere. E la sua vita finirà per essere tutto tranne quello. Tutti conoscono qualcuno del genere o sono quella persona».

Come ricordi la tua esperienza alle scuole superiori?
«In maniera molto positiva. I miei genitori mi hanno spronata a seguire corsi molto diversi tra loro, mia madre propendeva per tutte le attività artistiche, mentre mio padre ha sempre amato molto i numeri e le materie scientifiche, quindi io ho finito per fare un po’ di tutto. Mi spiace solo di aver iniziato a lavorare come attrice negli ultimi due anni di Superiori. Questo lavoro mi piace molto, ma rimpiango di essermi persa un po’ di cose della mia vita scolastica in quel periodo».

Perché credi che il film stia avendo tutto questo successo?
«Perché racconta una storia che in modi diversi abbiamo vissuto tutti e perché la racconta senza i classici cliché di Hollywood. Chiunque può trovare un personaggio di questo film nel quale si riconosce, o vedere situazioni che sono successe anche lui o sentimenti che ha provato. È un film che lancia un messaggio molto forte e che tutti riescono a sentire».

Che cosa significa per te la frase “Noi siamo infinito”?
«Per me significa che abbiamo innumerevoli possibilità nella vita, possiamo essere o fare qualunque cosa e non dovremmo permettere mai a nessuno di convincerci del contrario».

Foto: Getty Images

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