A Hollywood, Matt Damon, che in questi giorni è sulla copertina del prestigioso settimanale di cinema The Hollywood Reporter in concomitanza con l’uscita al cinema in questi giorni di The Martian (qui la recensione di Giorgio Viaro)  di cui la star è protagonista, è sempre stato collegato a Ben Affleck, suo miglior amico dall’infanzia. Rimangono molto uniti, gestiscono insieme una società di produzione — sin da quando Damon si è spostato da New York nel 2013 — e vivono persino nella stessa strada, nel quartiere di Pacific Palisades a Los Angeles.

Non è possibile non essere intrigati dagli opposti rappresentati da Damon e Affleck — uno apèparentemente così riservato e l’altro così vulcanico, ma Damon rifiuta quest’immagine diffusa.

«Non c’è nessuno che sia stato più frainteso di Ben» dice di Affleck nell’intervista. «Dieci anni fa, la sua immagine pubblica non poteva essere più differente di quello che lui è veramente. Era come se fosse incastrato in un ruolo, lui venica considerato una sorta di “testa di rapa senza talento”, con in più tutta la sua relazione con Jennifer Lopez (nel 2003 i due vinsero i Razzie Awards come peggiori interpreti per Gigli, in Italia tradotto con Amore estremo). È stato davvero doloroso essere suo amico: perché non era giusto. Perché per me nessuno lo ha mai capito. E attraverso il suo lavoro, è risalito dal fondo della montagna fino alla vetta ed è arrivato fin dove nessuno dei due è mai arrivato».

Avercene di amici come Matt, che difendono il proprio amico pubblicamente in questo modo. Cosa ne pensate?

Fonte: The Hollywood Reporter

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