Negli ultimi anni il western ha ritrovato una nuova popolarità grazie al successo di Yellowstone e dell’universo creato da Taylor Sheridan. Le piattaforme streaming hanno investito sempre di più nel genere, privilegiando soprattutto i neo-western, capaci di trasportare temi e atmosfere classiche in contesti contemporanei. Eppure, per molti appassionati, il miglior western disponibile su Netflix continua a essere una miniserie uscita quasi dieci anni fa: Godless.
Distribuita nel 2017 e composta da soli sette episodi, è un omaggio al western più tradizionale. Ambientata nel 1884, racconta la storia del fuorilegge Roy Goode, in fuga dal suo ex mentore Frank Griffin e dalla sua spietata banda. Durante la fuga, Roy trova rifugio in una piccola cittadina del New Mexico abitata quasi esclusivamente da donne, dopo che la maggior parte degli uomini è morta in un incidente in miniera. Qui nasceranno nuovi legami e una lotta destinata a cambiare il destino dell’intera comunità.
Pur partendo da una premessa familiare, la serie si distingue per la qualità della scrittura, i personaggi sfaccettati e un ritmo narrativo che non si piega alle esigenze delle produzioni seriali moderne. Ogni episodio, con una durata variabile tra i 40 e gli 80 minuti, segue esclusivamente le necessità del racconto, costruendo una storia intensa e perfettamente calibrata.
A rendere ancora più memorabile Godless vi è poi un cast di altissimo livello. Jack O’Connell interpreta il protagonista Roy Goode, mentre Jeff Daniels offre una delle performance più apprezzate della sua carriera nei panni del carismatico e spietato Frank Griffin. Al loro fianco brillano anche Michelle Dockery, nel ruolo della vedova Alice Fletcher, e Scoot McNairy, che interpreta uno sceriffo combattuto tra senso del dovere e fragilità personali.
Nonostante Netflix non abbia mai reso noti i dati ufficiali sugli ascolti, la miniserie ha conquistato critica e pubblico, ottenendo un ottimo 83% su Rotten Tomatoes e ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui diversi Emmy Awards.
Oggi il genere è dominato dai cosiddetti neo-western. Serie come Yellowstone, Landman e Dark Winds hanno rinnovato la formula classica, mescolandola con thriller, crime drama e ambientazioni contemporanee. Un approccio che ha conquistato il pubblico e dato vita a franchise sempre più estesi, tra spin-off e nuove stagioni.
Godless, invece, sceglie una strada completamente diversa. Non è mai stata pensata per diventare un franchise e conclude la propria storia in un’unica stagione, senza lasciare spazio a sequel o spin-off. Proprio questa natura autoconclusiva rappresenta uno dei suoi maggiori punti di forza: in appena sette episodi riesce a raccontare una vicenda completa, coinvolgente e visivamente spettacolare, dimostrando che non servono necessariamente più stagioni per costruire un grande western.
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