Nel 1997, con l’uscita di Harry Potter e la Pietra Filosofale, J.K. Rowling presentò al mondo il giovane mago destinato a diventare uno dei personaggi più famosi della cultura pop. Eppure, ben undici anni prima dell’arrivo del romanzo nelle librerie, il cinema aveva già raccontato la storia di un ragazzo chiamato Harry Potter, coinvolto in un’avventura popolata da streghe, creature fantastiche e magia oscura.
Il film in questione è Troll, horror fantasy diretto da John Carl Buechler e distribuito nel 1986. Il protagonista, interpretato da Noah Hathaway – che aveva già interpretato Atreyu ne La storia infinita -, si chiama infatti Harry Potter Jr. Anche suo padre porta lo stesso nome ed è presentato come Harry Potter Sr.
Una coincidenza che, con il successo mondiale raggiunto successivamente dalla saga di Hogwarts, ha inevitabilmente alimentato curiosità, speculazioni e persino alcune controversie. Le somiglianze, almeno in apparenza, non si fermano infatti al nome del protagonista.
La storia comincia quando la famiglia Potter si trasferisce in un condominio di San Francisco. Poco dopo il loro arrivo, la piccola Wendy Anne viene rapita da Torok, un troll capace di assumere il suo aspetto e intenzionato a trasformare l’intero edificio in un regno popolato da creature mitologiche.
Harry Potter Jr., fratello maggiore della bambina, è il primo a rendersi conto che qualcosa non va. Il ragazzo entra così in contatto con un mondo magico nascosto agli occhi delle persone comuni e trova una guida in Eunice St. Clair, un’anziana vicina di casa che si rivela essere una potente strega.
Con il suo aiuto, Harry scopre l’esistenza di Torok e del suo piano. Un tempo umano e dotato di grandi poteri, il villain è stato corrotto dalla magia e trasformato in una creatura mostruosa. Attraverso un anello incantato, può mutare forma e trasformare le proprie vittime in esseri fantastici, espandendo progressivamente il suo dominio all’interno del palazzo.
La missione del protagonista consiste quindi nel salvare la sorella e impedire al nemico di portare a termine la sua conquista. Pur appartenendo a un film molto diverso dai romanzi di Rowling per tono, stile e ambientazione, questa descrizione contiene inevitabilmente alcuni elementi che oggi possono apparire familiari.
In entrambe le storie troviamo un giovane chiamato Harry Potter che scopre improvvisamente l’esistenza della magia e viene guidato da una figura più anziana ed esperta. Il protagonista di Troll deve inoltre affrontare uno stregone oscuro che ha perduto parte della propria umanità ed è deciso a tornare al potere. Anche l’età del ragazzo alimenta la curiosità: Harry Potter Jr. ha circa undici anni, proprio come il futuro studente di Hogwarts quando riceve la lettera che gli rivela la sua vera identità.
Eunice ricopre invece il ruolo della mentore. Conosce il mondo soprannaturale, custodisce oggetti misteriosi nel proprio appartamento e prepara Harry allo scontro con Torok. Per alcune caratteristiche può ricordare personaggi come Albus Silente o Minerva McGranitt, anche se le somiglianze appartengono in gran parte agli archetipi tipici del fantasy.
Lo stesso vale per il cattivo: Torok era originariamente un uomo, ma l’uso della magia oscura ne ha corrotto la natura e l’aspetto. Il suo potere è inoltre legato a un oggetto magico, l’anello che porta al dito, elemento che negli anni è stato accostato al rapporto tra Voldemort e gli Horcrux.
Si tratta tuttavia di parallelismi che devono essere considerati con prudenza: giovani eroi, mentori anziani, mondi nascosti e stregoni corrotti sono elementi presenti da tempo nella narrativa fantastica. L’esistenza di caratteristiche comuni non dimostra quindi che la scrittrice britannica conoscesse Troll o si sia ispirata direttamente al film.
Non esistono prove che J.K. Rowling abbia visto il film prima di creare il proprio Harry Potter. La scrittrice non ha mai indicato Troll tra le fonti d’ispirazione della saga e ha spiegato di aver ricavato il cognome Potter da una famiglia che conosceva durante l’infanzia.
La distanza tra i due progetti resta del resto evidente: Troll è un piccolo horror fantasy degli anni Ottanta ambientato quasi interamente in un condominio, mentre la saga letteraria racconta la formazione di un giovane mago all’interno di una scuola e costruisce un universo narrativo molto più ampio.
La curiosa coincidenza continua comunque a sorprendere chi scopre il film per la prima volta. Sentire uno dei personaggi presentarsi con la frase «Mi chiamo Harry Potter» in una produzione del 1986 produce inevitabilmente un effetto straniante, soprattutto per chi è cresciuto con i libri e i film ambientati a Hogwarts.
La questione tornò d’attualità molti anni dopo, quando il regista John Carl Buechler e il produttore Peter Davy cercarono di sviluppare un nuovo progetto legato a Troll. Nel 2015 venne annunciato un possibile film animato intitolato Troll: The Rise of Harry Potter Jr., che avrebbe coinvolto anche alcuni interpreti della produzione originale.
Il progetto sembrava intenzionato a valorizzare apertamente il nome del protagonista, diventato nel frattempo uno dei marchi più riconoscibili dell’intrattenimento mondiale. I responsabili del film sostennero di avere il diritto di continuare a utilizzare la denominazione Harry Potter, poiché il loro personaggio era apparso sullo schermo prima della pubblicazione dei romanzi.
Buechler precisò di non voler accusare Rowling o il franchise cinematografico di violazione del copyright. La Warner Bros., tuttavia, respinse con decisione qualsiasi tentativo di sfruttare commercialmente il nome e dichiarò di essere pronta a difendere la propria proprietà intellettuale.
La controversia non sembra aver portato a una vera causa giudiziaria e il progetto animato non venne mai realizzato. Buechler è morto nel 2019, lasciando definitivamente in sospeso il possibile ritorno del suo Harry Potter.
Oggi Troll viene ricordato soprattutto come un bizzarro cult degli anni Ottanta. Nel cast compaiono anche Sonny Bono e una giovanissima Julia Louis-Dreyfus, qui in uno dei suoi primi ruoli cinematografici. Il film generò inoltre un sequel soltanto nominale, Troll 2, diventato negli anni celebre, purtroppo, come uno dei film considerati “più brutti” nella storia del cinema.
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