Ci sono film dimenticati, film perduti, e poi c’è Sul Globo d’Argento (On the Silver Globe), l’opera incompiuta di Andrzej Żuławski che ancora oggi riesce a stupire, commuovere e dividere, nonostante non sia mai stato ultimato. Girato tra il 1976 e il 1977 nella Polonia comunista, questo ambizioso progetto di fantascienza venne bruscamente interrotto dal governo, che ne ordinò la sospensione e la distruzione di parte del materiale girato. Oggi, però, ciò che ne resta viene celebrato come uno dei film più visionari della storia del cinema europeo.
Basato sulla cosiddetta “trilogia lunare” scritta dal prozio di Żuławski, il film racconta di un gruppo di astronauti che si stabilisce sulla Luna, dando origine a una nuova società. Una società che evolve rapidamente, i cui figli crescono in modo accelerato e iniziano a venerare uno degli astronauti come se fosse un dio. Il tono epico e simbolico dell’opera, le sue riflessioni sulla fede, sul potere e sull’alienazione, vennero però interpretate dal regime come una pericolosa allegoria politica. La censura fece calare il sipario prima che le riprese potessero concludersi.
Żuławski, costretto a fermarsi, lasciò incompiuta la sua opera. Solo oltre un decennio più tardi, nel 1988, riuscì a recuperare parte dei materiali salvati e ricomporre un montaggio provvisorio. Le scene mancanti furono sostituite con immagini della Polonia contemporanea e una narrazione fuori campo che descriveva le sequenze perdute. In questa forma ibrida, Sul Globo d’Argento fu finalmente mostrato al pubblico a Cannes, dove divenne immediatamente oggetto di culto.
Nonostante la sua incompletezza, il film è considerato un’esperienza cinematografica totalizzante. Le sue atmosfere stranianti, i costumi tribali e le inquadrature allucinate raccontano un viaggio visionario nel tempo, nello spazio e nella psiche umana. Le performance – tra cui quella intensa di Andrzej Seweryn – e l’ambizione tematica hanno conquistato generazioni di cinefili. Su Rotten Tomatoes, On the Silver Globe mantiene ancora oggi un punteggio del 100%, un traguardo incredibile per un film a lungo sepolto e frammentario.
Come scrive uno spettatore in una delle recensioni più condivise: «Anche incompleto, anche fuori dal tempo, Sul Globo d’Argento sopravvive. E il suo potere, magnifico, non svanirà mai». Un’opera maledetta, sì, ma proprio per questo intrisa di un fascino raro. Il film che non potremo mai vedere nella sua interezza è, paradossalmente, uno di quelli che continuano a parlarci con più forza.
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Fonte: Unilad
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