«Non è ancora detta l'ultima parola»: QUEL personaggio di The Walking Dead è pronto a tornare?
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«Non è ancora detta l’ultima parola»: QUEL personaggio di The Walking Dead è pronto a tornare?

Il creatore del franchise parla del futuro di Dead City, di un legame forte con i fumetti e di un possibile ritorno che potrebbe cambiare tutto

«Non è ancora detta l’ultima parola»: QUEL personaggio di The Walking Dead è pronto a tornare?

Il creatore del franchise parla del futuro di Dead City, di un legame forte con i fumetti e di un possibile ritorno che potrebbe cambiare tutto

Protagonisti di The Walking Dead

Dopo il finale della seconda stagione di The Walking Dead: Dead City, l’universo post-apocalittico creato da Robert Kirkman continua ad espandersi. Eppure, mentre nuovi spin-off prendono forma e vecchi protagonisti si reinventano, lo sguardo di Scott M. Gimple — Chief Content Officer del franchise — torna indietro. In una recente intervista a CBR, ha rivelato un desiderio che potrebbe far battere il cuore a molti fan: recuperare qualcosa di fondamentale dalla serie originale, qualcosa — o meglio, qualcuno — che ancora oggi manca agli appassionati.

A quindici anni dal primo episodio, The Walking Dead è diventato un universo narrativo multiforme, con spin-off come Daryl Dixon e Dead City che mantengono vivo l’interesse. Ma la vera notizia emersa dopo il finale di stagione è un’altra: Gimple non esclude affatto il ritorno di uno degli elementi più amati della serie madre, un elemento che va oltre l’ambientazione o la trama — e che potrebbe coinvolgere un personaggio iconico.

Durante la conversazione, Gimple ha ammesso che c’è una componente nostalgica che vorrebbe recuperare. Non si tratta solo di strutture narrative (come le stagioni da 16 episodi, che lui stesso sogna di reintrodurre), ma di qualcosa di più profondo, legato all’identità emotiva del franchise.

Nel parlare dei riferimenti ai fumetti originali, Gimple ha sottolineato come molte scelte creative dei nuovi show si ispirino ancora alle opere di Kirkman. “Rick, in The Ones Who Live, alla fine ricorda moltissimo quello dei fumetti,” ha detto. Ma tra le righe, si percepisce anche un altro messaggio: la possibilità che alcuni personaggi ancora assenti possano ritornare.

Non è un annuncio ufficiale, ma un’apertura: “Non ho ancora rinunciato a certi ritorni,” ha confessato Gimple. E anche se non fa nomi, la sua insistenza sul “recuperare una parte della serie originale” ha immediatamente acceso le ipotesi tra i fan. Alcuni scommettono su una figura centrale della prima era di TWD, sparita nel tempo ma mai dimenticata.

Con una Manhattan post-apocalittica ancora tutta da esplorare, Dead City potrebbe sembrare lontana dallo spirito originale della serie madre. E invece, secondo Gimple, è proprio lì che potremmo assistere al ritorno di elementi familiari, forse addirittura di personaggi creduti perduti.

Lauren Cohan e Jeffrey Dean Morgan, protagonisti e produttori dello spin-off, sono coinvolti a livello creativo in ogni fase dello sviluppo. Il loro ruolo sempre più attivo potrebbe aprire nuove possibilità narrative e — chissà — far spazio proprio a quel tanto atteso ritorno.

Gimple lo dice chiaramente: “È sempre stato tutto basato sui personaggi.” L’ambientazione post-apocalittica, i pericoli, i walker… tutto ruota attorno a figure forti, ambigue, familiari, capaci di costruire relazioni complesse con lo spettatore. Ed è forse per questo che certi addii pesano ancora oggi, e che certi ritorni vengono attesi con ansia quasi religiosa.

Il messaggio di Gimple è chiaro: l’universo di The Walking Dead è ancora in evoluzione, e la porta per chi è uscito di scena… non è mai davvero chiusa.

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