Nel 1968, il capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio ha aperto le porte a un’epoca d’oro della fantascienza e della space opera. Di lì a poco, ovviamente, il genere sarebbe diventato un fenomeno pop grazie al successo planetario di Star Wars – o Guerre stellari, com’era noto allora da noi. Per realizzare la sua epica avventura nello spazio, George Lucas si è ispirato sicuramente a Kubrick e agli altri giganti del periodo, come Kurosawa. Ma c’è un film che, pur avendo avuto un enorme impatto sulla saga, viene citato meno degli altri: Silent Running.
Distribuito in Italia con il titolo 2002: La seconda odissea, segna l’esordio alla regia di Douglas Trumbull, noto per aver curato gli effetti visivi del capolavoro sci-fi di Kubrick (di lì a poco avrebbe realizzato anche quelli di Incontri ravvicinati del terzo tipo, Star Trek e Blade Runner). L’opera è ambientata in un futuro immaginario dove la Terra è rimasta priva di vegetazione per far posto all’urbanizzazione. Le ultime foreste, sradicate dal loro habitat naturale dopo che quest’ultimo è stato devastato dall’uomo, sopravvivono artificialmente nello spazio, a bordo di due gigantesche navi spaziali. Bruce Dern interpreta il botanico Lowell Freeman, incaricato di curare e salvaguardare le piante insieme a tre astronauti e tre robot assistenti. Un giorno, però, alla crew viene comunicato l’ordine di distruggere tutto e tornare a casa: questo cambiamento improvviso pone Lowell in contrasto con i suoi assistenti, con conseguenze fatali.
Benché non sia stato un successo all’epoca dell’uscita al cinema, Silent Running oggi è riconosciuto come un pilastro del cinema di fantascienza, specialmente dal punto di vista tecnico. Per il suo primo film, Trumbull ha riciclato alcune idee che aveva concepito per 2001: Odissea nello spazio e che Kubrick non aveva acconsentito a utilizzare, oppure che era stato impossibile mettere in pratica per via di limitazioni tecnologiche. Un esempio è la sequenza con Saturno, che Kubrick avrebbe voluto in apertura del suo film. Ma ciò che ha influito maggiormente su Star Wars sono senza dubbio i tre robottini assistenti, chiamati dal protagonista Paperino, Paperina e Paperone (in originale invece sono Huey, Dewey e Louie, cioè Qui, Quo e Qua). Nonostante le possibilità limitate di quel periodo, i tre personaggi sono infatti sorprendentemente animati, divertenti e ricchi di personalità. È chiaro che sono stati d’ispirazione non soltanto per i droidi C3PO e R2-D2 nella saga di Star Wars, ma anche per numerosi robottini apparsi in seguito, come Wall-E.
Un altro aspetto che rende il film incredibilmente attuale è infine il messaggio, che oggi risulta più cruciale che mai. Nel 1972, il pubblico non aveva familiarità con il concetto di “riscaldamento globale”, coniato soltanto tre anni dopo e diventato parte del dibattito pubblico solo negli anni Ottanta. Ciò fa di questo film un precursore dei temi attuali della scienza e della fantascienza. Oltre a descrivere le possibili conseguenze dell’avidità dell’uomo, Silent Running mostra anche con grande franchezza la noncuranza dell’umanità, rappresentata dal conflitto tra Lowell, l’ultimo “ecologista” disposto a tutto pur di portare a termine la sua missione, e i suoi aiutanti che invece vorrebbero distruggere le ultime foreste rimaste, senza curarsi delle conseguenze. Un film da riscoprire, non soltanto per la sua forte influenza sui capolavori successivi del genere, ma anche perché ci invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente, sull’etica delle nostre scelte e sul futuro che stiamo costruendo.
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