«Non so se sia bello o brutto, ma ci penso ancora»: questo film del 2013 è uno degli sci-fi più strani che vedrete
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«Non so se sia bello o brutto, ma ci penso ancora»: questo film del 2013 è uno degli sci-fi più strani che vedrete

Ha convinto la critica, ma ha spaccato il pubblico: o si ama o si odia

«Non so se sia bello o brutto, ma ci penso ancora»: questo film del 2013 è uno degli sci-fi più strani che vedrete

Ha convinto la critica, ma ha spaccato il pubblico: o si ama o si odia

Scarlett Johansson nel film sci-fi Under the Skin

È accaduto spesso, nella storia dei film sci-fi, che titoli più autoriali siano stati accolti in maniera entusiasta dalla critica, ma poi snobbati o addirittura detestati dal grande pubblico. Quando il regista Jonathan Glazer ha annunciato un nuovo progetto a dieci anni di distanza da Birth – Io sono Sean, c’era molta aspettativa da parte degli spettatori. Tuttavia il risultato, l’enigmatico Under the Skin, è ancora oggi uno dei film di fantascienza più strani e più divisivi mai realizzati.

Uscito nel 2013, vede protagonista una creatura aliena senza nome che prende le sembianze di un’affascinante donna umana interpretata da Scarlett Johansson. La ragazza, che dice di chiamarsi Laura, viaggia attraverso la Scozia seducendo vari uomini, per poi condurli in un ambiente onirico in cui vengono immersi in una sostanza nera, intrappolati e assorbiti. Inizialmente, Laura sembra non provare emozioni e non avere alcun interesse per le sue vittime, ma la sua coscienza inizia a risvegliarsi quando incontra un ragazzo affetto da neurofibromatosi (Adam Pearson), discriminato a causa delle deformazioni del suo viso. Questo la porta a riflettere sulla sua “missione” e a sperimentare sensazioni mai provate prima.

Il film è stato acclamato dalla critica, in particolare per la performance ipnotizzante di Scarlett Johansson, per la regia di Glazer e la colonna sonora di Mica Levi. È stato inoltre incluso nel 100 migliori film del secolo secondo la BBC. Tuttavia, la risposta del pubblico è stata decisamente meno entusiasta: non solo è stato un fallimento al botteghino, ma ha anche attirato fischi e proteste dopo la première al Festival di Venezia 2013. Dieci anni dopo, il direttore Alberto Barbera l’ha ricordata come «una delle peggiori proiezioni a cui avesse mai partecipato», sottolineando come «Scarlett fosse in lacrime» dopo aver visto la reazione del pubblico.

Ancora oggi, i commenti degli utenti sono decisamente spaccati a metà: si va da chi lo definisce «un’esperienza visiva indimenticabile» a chi lo ha disprezzato del tutto, passando poi per coloro che ammettono di non averlo capito, ma ne hanno comunque apprezzato la poetica. La verità è che, sicuramente, questo film sci-fi non è facilmente accessibile e probabilmente necessita di più visioni per essere compreso e sviscerato, soprattutto per quanto riguarda i sottotesti metaforici e psicologici del percorso di Laura. Nel corso della storia, la protagonista incontra infatti la xenofobia, la violenza e l’abuso sessuale e inizia sempre di più a identificarsi con il suo corpo umano. Similmente all’ultimo film di Glazer, La zona d’interesse, Under the Skin esplora quindi il lato più oscuro e violento dell’umanità, esemplificato dalla disturbante e intensa scena finale. 

Come suggerisce il titolo, insomma, c’è qualcosa “sotto la superficie” che lo spettatore è invitato a cogliere con il ragionamento e l’interpretazione. Per questo, potrebbe non essere un’opera adatta a tutti i palati, ma è sicuramente da non perdere se preferite film che facciano riflettere e che rimangano indelebili nella mente.

Fonte: Collider

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