Negli ultimi dieci anni il cinema horror ha conosciuto una nuova primavera, grazie a film capaci di rinnovare linguaggi e paure. Se titoli come The Babadook, Hereditary o The Witch hanno ridefinito l’immaginario del genere, un piccolo gioiello uscito di recente è riuscito a sorprendere critica e appassionati con la stessa forza, pur rimanendo lontano dai riflettori del grande pubblico. Si tratta di Oddity, diretto da Damian McCarthy, un’opera che unisce tensione psicologica, sovrannaturale e atmosfere gotiche, diventato in breve tempo uno dei film più acclamati della sua generazione.
Con un punteggio quasi perfetto del 96% su Rotten Tomatoes, Oddity è stato salutato come “un’elegante e spettrale ghost story punteggiata da colpi di scena intelligenti”. Ma le recensioni entusiaste non raccontano fino in fondo l’esperienza che il film regala. McCarthy, già autore del disturbante Caveat, costruisce qui un incubo che tiene lo spettatore in bilico tra razionalità e magia, intrecciando il tema della vendetta a quello del dolore familiare. Ogni dettaglio, dalla fotografia cupa alla colonna sonora ossessiva, contribuisce a creare un’atmosfera che cresce di minuto in minuto, fino a esplodere in sequenze da brivido che non si dimenticano facilmente.
Al centro della storia c’è Darcy, una donna segnata dalla perdita, che attraverso rituali e pratiche occulte tenta di ristabilire un equilibrio spezzato. È un personaggio complesso, sospeso tra eroina tragica e figura ambigua, e proprio questa ambivalenza dà al film la sua forza. Oddity non si limita a spaventare: ci mette davanti a un mondo in cui la magia è reale, ma il suo prezzo è altissimo, e dove giustizia e maledizione diventano due facce della stessa medaglia.
Il paradosso è che, nonostante l’impatto travolgente, Oddity è stato quasi ignorato dal grande pubblico, oscurato da produzioni dal marketing più massiccio. Eppure il suo valore artistico è indiscutibile: un horror che non cerca scorciatoie facili, che non si affida solo ai jump scare, ma lavora su tensione, inquietudine e un finale capace di entrare nella memoria collettiva del genere.
A distanza di poco tempo dalla sua uscita, appare chiaro che Oddity sia già destinato a diventare un cult. È il classico caso di film che godrà del passa parola tra gli appassionati, arrivando ad essere citato come uno dei migliori esempi della rinascita horror contemporanea. E se è vero che in questo decennio abbiamo visto tanti titoli importanti, pochi sono riusciti a fondere con la stessa intensità paura, atmosfera e visione autoriale. Insomma: chi ama il genere non può permettersi di lasciarselo sfuggire.
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Fonte: CBR
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