Ecco qua una selezione pregiata delle tre clip già diventate cult, tra la critica specializzata, di The Wolf of Wall Street. Basta fare un giro tra i profili dei giornalisti di cinema, ed è tutto un postare i video più gustosi del film candidato giusto ieri agli Oscar (miglior film, attore, attore non protagonista, regia e sceneggiature). Con quel mix di politicamente scorretto debordante e quelle scene piene di sesso o di discorsi intorno al sesso dei protagonisti principali, non poteva che “titillare” i sensi degli spettatori, che non hanno tardato a manifestare il loro entusiasmo online per il grandioso film di Martin Scorsese.
SOLO GONNE CORTE: nella prima clip Jordan Belfort (DiCaprio) entra nella camera di sue figlia e chiede se «Daddy può baciare tutte e due le sue bambine», ma la moglie Naomi (Margot Robbie) gli risponde che «Daddy non può neppure toccare Mamy per un tempo molto molto molto lungo e da qui in poi Mamy non indosserà nient’altro che gonne corte e, sai cosa, Daddy? Mamy è arcistufa e stanca di portare le mutandine». «Sì?» dice lui. «Sì» risponde lei. «E non toccare…».
http://youtu.be/rbk4NK4efiY
TI FAI LE SEGHE? In questa clip Matthew McConaughey, straordinario, nel suo cameo eccellente, è il guru del personaggio di DiCaprio, Mark Hanna, al suo primo giorno a Wall Street. Lo invita a pranzo e gli spiega i suoi fondamentali del mestiere: «Ci sono due chiavi per aver successo come broker. La prima è essere rilassati. Ti fai le seghe?». Jordan: «Mi faccio le seghe? Sì, me le faccio». Mark: «Quante volte alla settimana?». Jordan: «3 o 4 volte». Mark: «Non è un numero sufficiente. Io me le faccio almeno 2 volte al giorno. Una al mattino e una dopo pranzo». Jordan: «Wow!». Mark: «Non lo faccio perché voglio, ma perché ne ho bisogno. Stiamo lì in mezzo ai numeri tutto il giorno. Alta frequenza: bang, gang, hihihihihi, dgekdgekegke… si rischia di andare fuori di testa. Bisogna far fluire bene il sangue, il ritmo sotto la cintura…».
THE WOLF OF WOLF STREET HUM: In questa terza e ultima clip, montata tra l’altro in loop, in modo da ripetere senza sosta la stessa scena, Mark Hanna coinvolge Belfort in una specie di rito iniziazione, per saggiarne follia e determinazione, costringendolo a cantare una sorta di rap (inventato da McConaughey durante le riprese), in cui usa il pugno come un vecchio indiano per far rimbombare la cassa toracica e quindi il suono.
http://youtu.be/dJUTwXSujv0
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