Open Grave: risvegliarsi senza memoria, in una tomba a cielo aperto. La nostra recensione
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Open Grave: risvegliarsi senza memoria, in una tomba a cielo aperto. La nostra recensione

Sharlto Copley è protagonista di questo nuovo horror che Eagle distribuisce in sala dal 14 agosto

Open Grave: risvegliarsi senza memoria, in una tomba a cielo aperto. La nostra recensione

Sharlto Copley è protagonista di questo nuovo horror che Eagle distribuisce in sala dal 14 agosto

Ogni anno vengono prodotti un certo numero, un numero non piccolo, di film che oscillano tra il thriller e l’horror, e provano a valorizzare uno spunto originale con il talento entusiasta di qualche giovane regista. Sono produzioni che campano di pochi soldi e puntano alle vendite estere, quindi quei pochi li spendono, più che per la messa in scena, per comprare il talento e il nome di un vecchio attore in fase calante, o un volto nuovo di belle speranze. È la gran massa dell’intrattenimento di serie B, un lavoro sporco che mantiene un sacco di gente. Non è che ci sia meno cinema qui che nei tentpole hollywoodiani o nei film da Festival, tutto il contrario: probabilmente ce n’è di più. Non solo: spesso sono proprio questi i laboratori di professionalità e piccole idee da cui poi muove tutto il resto.

Open Grave, comprato e distribuito da Eagle nel giro di poche settimane così da evitare i pericoli della pirateria, è di questo mondo vasto – e pieno di roba di tutti i tipi – un esempio buono, per nulla disprezzabile. Un tizio si risveglia con le ossa bloccate e la memoria azzerata in una fossa a cielo aperto, piena di cadaveri. Non si ricorda chi è, né come è arrivato lì, e non sa come uscirne. Lo soccorre una ragazza dai tratti orientali, muta e capace di scrivere solo in ideogrammi, quindi impossibilitata a comunicare. In una baita, poco distante, ne trova altri tre ridotti come lui: spaesati e senza ricordi. Cos’è successo?
I crismi del B-Movie ci sono tutti: unità di luogo, per risparmiare sulle location; pochi personaggi, per risparmiare sugli attori; e la suspance più ovvia del mondo, quella giocata sulle amnesie dei protagonisti. Questo cinema facile ed efficiente va in Open Grave a ricongiungersi a un sottogenere di lunghissima tradizione (che qui non vi sveleremo, naturalmente), facendo nel mezzo buone scelte di regia e affidandosi a ottimi interpreti, a partire da quel pazzo di Sharlto Copley – prossimamente villain in Elysium – che ha un volto che buca lo schermo ed è pure bravo.
Bisogna anche dire che gli appassionati mangeranno la foglia prestissimo, e che una manciata di approssimazioni pesano sullo script (perché la ragazza muta, invece degli ideogrammi, non fa qualche disegnino furbo?). Ma insomma: anche questo fa parte del gioco, almeno di questo gioco qua.

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