Hollywood, ci sei ricascata.
Dalla moda dei remake non si è salvato nemmeno un grande classico della settima arte, Scarface (che già a sua volta lo era stato dell’originale del 1932 firmato da Howard Hawks), il quale ritornerà al cinema in una nuova veste dopo il semaforo verde della Universal Pictures. Come già annunciato, a curare la sceneggiatura sarà la penna di Straight outta Compton, Jonathan Herman, mentre la regia è stata affidata al cileno Pablo Larraín.
Qualche dettaglio sul progetto (che propriamente remake non è) pare sia sbarcato in rete proprio in queste ore: prima di tutto, il cult di Brian De Palma prenderà vita stavolta tra le strade della Los Angeles dei giorni nostri, e l’ascesa del protagonista sarà verso i cartelli della droga messicani (proprio loro, quelli divenuti famosi grazie a Breaking Bad). Costui inoltre, si chiamerà ancora una volta Tony… Ma non più Montana, ne tantomeno Camonte. L’idea della casa di produzione è quella di dare spazio ad un attore latino e bilingue, e siamo in attesa di sapere su chi ricadrà la scelta.
Se l’idea di base non vi soddisfa, è giusto che sappiate di non essere i soli. Anzi, dallo vostra parte si è appena schierato uno che di Scarface se ne intende, e anche molto: stiamo ovviamente parlando di Al Pacino, protagonista del cult anni ’80, il quale ha commentato senza particolare interesse il progetto della Universal. «Oh, bene. Interessante. Fa parte del nostro lavoro, ormai lo facciamo con tutto. Di ogni cosa creiamo un remake.»
L’attore, comunque, non è certo estraneo a questo fenomeno cinematografico, tanto che ha anche annunciato di essere al lavoro su un progetto simile: «Potrei anche io rifare un film che ho visto di recente. Non posso parlarne, ma è la storia di un cinquantenne.» Insomma, ci sei cascato anche tu, Al Pacino.
