«Col senno di poi potevamo avere ragione noi. Noi sette che avevamo sostenuto il film di Luchetti, Mio fratello è figlio unico (nella foto i protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio) come candidato ideale dell’Italia agli Oscar». A scriverlo sulle pagine del Corriere della Sera questa mattina è il critico Paolo Mereghetti, membro della speciale Commissione di Selezione istituita da Anica e Api e che designa il candidato italiano agli Oscar. «Eravamo stati sconfitti dagli altri otto membri della commissione, tutti graniticamente uniti a sostenere le ragioni di Tornatore e de La sconosciuta. Noi avevamo fatto presente che, al di là del valore intrinseco dei due film, poteva essere meglio la commedia sessantottina di Accio e del suo fratello Manrico, più immediatamente leggibile come italiana». Continua il critico: «La contrapposizione è andata avanti fino a quando la maggioranza semplice era stata sufficiente per regolamento ad assegnare la vittoria al turgido melodramma di Tornatore. Ma poi non è bastata per strappare una nomination. Peccato».

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