«So che quello che sto per dire suonerà impopolare e forse chissà, sacrilego? Ma per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore, ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi, semplicemente un “non” regista che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava, in anni in cui il cinema italiano era cosa altissima, faceva da scuola di poetica e racconto “cinematico” e cinematografico in tutto il mondo».

Così Gabriele Muccino ha deciso di ricordare Pier Paolo Pasolini in occasione del 40esimo anniversario dalla sua morte (2 novembre 1975). In una giornata dove molte personalità italiane hanno reso omaggio alla sua grandezza, il regista ha deciso di dare la sua opinione, condividendo su Facebook un messaggio che raccoglie la sua idea di regia e di come quest’ultima si discosti dal lavoro di Pasolini.

Parole dure quelle di Muccino che descrivono l’intellettuale come un magnifico pensatore, ma lontano dall’idea di regista che lo ispirò fin da ragazzo. Il regista termina così il suo post su Facebook: «Con legittimo e immenso rispetto per Pier Paolo Pasolini poeta e narratore della nostra società quando ancora in pochi riuscivano a interrogarla, provocarla e analizzarla, il cinema è però altra cosa».

La vena polemica di Muccino non è una novità per il web: lo scorso giugno aveva dato sfogo alle sue critiche nei confronti dei David di Donatello su Twitter!

Qui il post completo:

Pier Paolo Pasolini, regista. Leggo tanto di lui in questi giorni, ovunque. Lasciatemi dire la mia, ciò che penso da…

Posted by Gabriele Muccino on Lunedì 2 novembre 2015

Fonte: Facebook

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