Si tratta di due campi di ricerca che, almeno in apparenza, tendono in direzioni opposte e contrarie: quella filosofica e quella scientifica. Accomunate, però, dalla dinamica del viaggio, finiscono per convergere in un’unica dimensione cinematografica, quella della sci-fi. L’uscita nelle sale di due film come Passengers (il 30 dicembre) e Arrival (il 19 gennaio) è il segnale che la branca più matura della fantascienza cinematografica è più viva che mai e per giunta gode dell’attenzione del pubblico. A dimostrazione che l’invasione dei cinecomic Marvel e DC, o dei fantasy young adult, non ha irrimediabilmente viziato gli spettatori con contenuti soltanto leggeri e di più facile lettura. Al contrario. L’attesa per questi due titoli, l’attenzione che si è riservata a quelli che li hanno preceduti (si pensi, per esempio, al caso Interstellar di due anni fa) e le notizie che riguardano altri film attualmente in lavorazione, ci dicono come, a dispetto dell’opinione comune, ci sia ancora spazio e richiesta per contenuti più impegnativi. Purché i registi coinvolti siano delle voci autorevoli e che, ovviamente, non si rinunci al gusto per la spettacolarità. Passengers e Arrival soddisfano appieno queste due prerogative. Il primo è diretto da un regista come Morten Tyldum, a favore del quale gioca il fatto di essere norvegese (quindi, per associazione, depositario di quella cultura europea che agli occhi di Hollywood è sempre una garanzia di qualità) e una nomination agli Oscar per la regia di The Imitation Game (2014). Arrival, invece, gode dell’ottima reputazione del canadese Denis Villeneuve (vedi la nostra intervista a pag.44), consolidatasi nel tempo e a livello internazionale grazie ai successi di La donna che canta (2010), Prisoners (2013) e Sicario (2015), tanto che Ridley Scott ha deciso di affidargli l’arduo compito di dare un seguito al proprio capolavoro Blade Runner. In ambo i casi, Tyldum e Villeneuve si sono serviti della fantascienza per raccontare dell’altro, ossia il mistero dell’universo, della conoscenza e della nostra esistenza.

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Foto: ©Columbia Pictures/LStar Capital/Village Roadshow Pictures

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