Non è in gara e non è arrivato a Cannes per presentare un film, ma è stata sicuramente la star più fotografata ieri sulla Croisette! Robert Pattinson è stato tramortito dai flash lungo il molo della città francese, dove è giunto per assistere alla prima del film di Quentin Tarantino, Bastardi senza gloria, pellicola con protagonista Brad Pitt nei panni del sergente a caccia di scalpi nazisti Aldo Raine, in corsa per la Palma d’oro (che verrà presentato ufficialmente oggi al pubblico, insieme a Les herbes folles di Alain Resnais). L’osannato vampiro della saga di Twilight, attualmente impegnato con le riprese del secondo capitolo del franchise basato sui romanzi di Stephenie Meyer (New Moon), ha annunciato che anche il quarto romanzo (Breaking Dawn) sulla storia d’amore tra Edward e Bella avrà una trasposizione cinematografica e che lui resterà ovviamente in carica nel ruolo del protagonista. Ad attirare l’attenzione sul red carpet, tuttavia, ci sono anche i divi di casa nostra. Mentre il regista Nanni Moretti ha fatto sapere dalla Costa Azzurra che nel suo prossimo film (Abbiamo il Papa, che potrebbe approdare al Festival di Cannes 2010) interpreterà lo psichiatra di un pontefice appena eletto, che però non vuole assumere la carica; Martina Stella (ieri sulla Croisette) ha intrapreso un acceso botta e risposta con Gabriele Muccino, a proposito di una sua possibile partecipazione al sequel de L’ultimo bacio. Il regista di Sette anime sarebbe rimasto spiazzato e sconcertato di fronte alla rinuncia di Martina di comparire nel film. «Mi sembra strano che qualcuno possa rifiutare una parte che non esiste neppure», avrebbe commentato Muccino. Dal canto suo, l’attrice avrebbe replicato di aver frainteso le intenzioni degli autori, avendo letto una prima stesura della sceneggiatura, nella quale era previsto un cameo del personaggio di Francesca (ovvero quello interpretato dalla Stella nel 2001). Le polemiche, tuttavia, hanno toccato da vicino anche gli stessi film in concorso. Reazioni contrastanti hanno suscitato sia Vincere sia Los abrazos rotos, le opere di Marco Bellocchio e Pedro Almodovar, ieri in gara. Mentre lo spagnolo è stato rimproverato di aver messo troppa carne al fuoco, inserendo troppi temi e finendo per realizzare «tanti film nel film», che ha come protagonista Penelope Cruz, l’italiano si è mostrato risentito di fronte alla critiche giunte dalla stampa del Bel Paese. Il film sulla storia d’amore segreta di Mussolini, infatti, ha raccolto i favori dei giornalisti stranieri, ma non è stato altrettanto apprezzato dai suoi connazionali. E sul parallelismo tra il Duce e Berlusconi messo in evidenza dalla stampa specializzata estera, Bellocchio ha commentato: «È normale che soprattutto all’estero facciano tali paragoni per via dell’immenso potere sui media che entrambe le figure hanno saputo esercitare».
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