Nel corso della promozione del suo nuovo film, Elle, il grande Paul Verhoeven (Starship Troopers) ha avuto modo di parlare in una lunga intervista con Collider anche dei remake dei sui cult Robocop e Atto di Forza, entrambi accolti tiepidamente da pubblici e critica e rivelatisi fallimentari.

Secondo il filmmaker, il problema principale della loro scarsa riuscita risiederebbe nell’approccio troppo serio con il quale sono stati sviluppati. Queste le sue parole: «Ho guardato i remake dei miei film. Pensano sempre che il tono leggero di Atto di Forza o Robocop sia d’intralcio. Così prendono queste storie in qualche modo assurde e le rendono troppo serie. Credo che questo sia un errore. Specialmente in Robocop, dove quando si risveglia ha ancora lo stesso cervello di prima. Ha ferite terribili e arti amputati, il che è orribile e tragico sin da principio. Noi non avevamo fatto così nel film originale. Il suo cervello era andato e aveva solo flash della sua memoria, con la necessità di collegarsi addirittura a un computer per scoprire chi fosse. Credo che il fatto di non aver lasciato un cervello da robot abbia reso il remake più pesante, non aiutando in alcun modo il film. Diventa solo sciocco e assurdo, ma nel modo sbagliato».

Il regista infine conclude: «Entrambi i film necessitavano della distanza data dalla commedia e dalla satira per arrivare al pubblico. Averli resi immediati e senza alcun tipo di humor è stato un problema e non un miglioramento».

Fonte: Collider

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