Leggi la recensione di Pazze di me di Marita Toniolo
Lanciatissimo dal successo de I soliti idioti, Francesco Mandelli esordisce in un ruolo da protagonista assoluto in Pazze di me, nuova commedia corale di Fausto Brizzi che include nel cast anche Loretta Goggi, Valeria Bilello, Chiara Francini, Marina Rocco, Claudia Zanella e Paola Minaccioni. Nel film, l’attore interpreta Andrea, unico maschio in una famiglia composta da sole donne (la mamma, tre sorelle, la nonna, la badante della nonna e perfino il cane è femmina), che gli rendono la vita impossibile. I problemi iniziano quando Andrea incontra la veterinaria Giulia: per evitare di vedere anche lei scappare a gambe levate, come tutte le precedenti ragazze con cui è uscito, le dice di essere orfano. Presto, però, la verità viene a galla, e Andrea è costretto ad affrontare, ancora una volta, le conseguenze dei comportamenti bizzarri delle donne della sua vita.
Stamattina, al cinema Odeon di Milano, abbiamo incontrato Francesco, Brizzi e gli altri membri del cast di Pazze di me.
Francesco, per te questo è il primo ruolo da protagonista assoluto in un film. Come hai affrontato il passaggio da una sketch comedy come I soliti idioti ad una commedia corale come Pazze di me?
Francesco Mandelli: «È stata una bella inversione a U rispetto a quello che avevo fatto negli ultimi due anni, sia al cinema che in televisione. I soliti idioti sono molto esagerati, caricaturali, mentre quello di Andrea è un personaggio che doveva essere il più pulito possibile. La cosa più difficile è stata trovare la giusta misura, perché rischiavo o di esagerare oppure di essere moscio. Però mi è stato reso tutto più semplice da un cast perfetto e dall’atmosfera idilliaca che regnava sul set. Secondo me recitare è un gioco, e quando hai dei compagni di gioco con cui trovi complicità diventa più facile inquadrare il tuo personaggio».
Fausto, da cosa nasce la tua passione per la commedia corale?
Fausto Brizzi: «Mi sono sempre piaciuti i film corali, che hanno al loro interno tante storie. Pazze di me contiene una traccia principale e almeno altre cinque o sei storie laterali, una per ogni personaggio. Io mi diverto di più così, perché mi sembra un cinema più moderno. Credo che la gente oggi abbia in testa un ritmo completamente diverso, e stare sulla stessa storia, dall’inizio alla fine del film, non funziona più, a meno che non si tratti di concept come quelli di The Artist o Quasi amici. La commedia corale ti permette di essere più ellittico, di entrare narrativamente nella scena, uscire a metà e andare nella storia di un altro personaggio. Il pubblico in qualche modo è abituato a questo zapping, che viene dalla televisione, e ormai è radicato nel nostro cervello».
Dove andrà a finire la commedia italiana? Che tipo di direzione prenderà?
Loretta Goggi: «Penso che la commedia andrà dove andremo a finire noi. Perché è da sempre uno specchio dei tempi in cui viviamo, e quindi potrebbe avere risvolti drammatici, se ci ispiriamo alla società di oggi. Fausto riesce benissimo ad affronatre le tematiche sociali più importanti, la cui drammaticità rimane nei rapporti famigliari. Oggi la donna lavora, contribuisce a mantenere la famiglia; il mio personaggio ha anche perso il marito, che l’ha lasciata, e si è impegnata a mantenere l’ordine nella sua famiglia e a crescere al meglio i propri figli».
Qual è la caratteristica dei personaggi che avete interpretato che avete sentito più vostra?
LG: «In ciascun attore c’è parte del personaggio che interpreta. Io sono una madre mancata e avere all’improvviso quattro figli mi ha fatto riflettere su cosa potesse comportare essere madre, nel modo in cui voleva Fausto. Io non assomiglio per niente a questa donna, se non nel fatto di pianificare».
Valeria Bilello: «Non ho molte cose in comune con Giulia. Lei doveva essere un personaggio opposto alle altre figure femminili, che sono piene di nevrosi. Per cui ho cercato di renderla nel modo più reale, semplice e piacevole possibile. Ed è stato difficile perchè io non sono così serena come lei, che si innamora in un secondo e poi si disinnamora».
FM: «Di Andrea ho soprattutto la tendenza di trovare una battuta anche quando le cose vanno male, per sdrammatizzare la situazione. L’ironia è l’aspetto più simile a me, poi per fortuna o sfortuna non ho una famiglia di sette donne come queste, e non sono responsabile come il mio personaggio».
Foto: Kika Press
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