Negli ultimi mesi Netflix ha dimostrato di saper intercettare con sempre maggiore precisione l’interesse del pubblico internazionale per le produzioni non anglofone, soprattutto quando riescono a coniugare identità culturale, ambizione narrativa e spettacolarità. Alcuni titoli, più di altri, sono riusciti a emergere dal flusso continuo di nuove uscite, imponendosi come casi emblematici capaci di attirare attenzione, consenso e discussione ben oltre le aspettative iniziali. È in questo contesto che la piattaforma ha ufficializzato il rinnovo per una seconda stagione di Last Samurai Standing, serie giapponese ambientata nel periodo Meiji che, fin dal debutto, si è rivelata uno dei successi più solidi dell’anno.
L’annuncio è arrivato direttamente dal Giappone, dove il titolo ha avuto un impatto immediato e duraturo, per poi estendersi rapidamente anche al resto del mondo. I numeri raccontano con chiarezza la portata del fenomeno: il dramma d’azione in costume ha raggiunto il primo posto nella Global Top 10 delle serie non in lingua inglese di Netflix e si è affermato nella Top 10 in 88 Paesi. Sul fronte domestico, il risultato è stato ancora più netto: la serie ha mantenuto la posizione numero uno in Giappone per quattro settimane consecutive, diventando una delle produzioni più discusse e seguite dell’anno. Un rendimento che ha avuto un peso determinante nella decisione di proseguire con nuovi episodi.
Al successo di pubblico si è affiancato anche un riconoscimento critico di rilievo. Last Samurai Standing è infatti la prima produzione interamente giapponese a ottenere una nomination ai Critics’ Choice Awards nella categoria miglior serie in lingua straniera. Un traguardo significativo, rafforzato dall’accoglienza registrata su Rotten Tomatoes, dove la serie mantiene un punteggio del 100% “fresh”, indicatore di un consenso pressoché unanime.
Alla guida del progetto c’è Michihito Fujii, mentre Junichi Okada ricopre un ruolo centrale non solo come protagonista, ma anche come produttore e coreografo delle scene d’azione. La serie è tratta dal romanzo storico Ikusagami di Shogo Imamura, vincitore del Premio Naoki nel 2021, e si distingue per una produzione d’epoca imponente, un ampio cast corale e combattimenti fortemente stilizzati inseriti in una struttura narrativa basata su un estremo gioco di sopravvivenza.
Prima dell’uscita della prima stagione, Okada aveva già lasciato intendere che il racconto avrebbe potuto ampliarsi ulteriormente, anche recuperando elementi più spirituali presenti nel materiale originale. «Dovremo vedere come andranno le cose, ma al momento sono più concentrato sull’elemento del gioco di sopravvivenza. Ikusagami… ha questo legame con Dio. Nella prima stagione abbiamo introdotto la danza kagura, che è come un rituale spirituale, quindi c’è questo elemento di potere sovrumano, e potremmo essere in grado di introdurre questo potere divino».
Con la conferma ufficiale della seconda stagione, Okada ha commentato il ritorno sul set sottolineando l’importanza del riscontro globale ottenuto dalla serie: «Sono felice di vedere che Last Samurai Standing ha raggiunto un pubblico globale e che è stata confermata una seconda stagione. Sono entusiasta di tornare in questo mondo selvaggio e di lanciarmi di nuovo in battaglia insieme al team di produzione. Speriamo di rendere la prossima stagione ancora più energica e ricca d’azione. Ci piacerebbe che vi uniste a noi in questo viaggio, e vi chiediamo di restare sintonizzati per la stagione 2».
Anche Fujii ha rimarcato quanto l’accoglienza internazionale sia stata decisiva: «Sono molto felice e sollevato che Last Samurai Standing sia stata un grande successo fuori dal Giappone. Grazie mille. Sono anche onorato di poter dire che la serie è stata ufficialmente approvata per una seconda stagione». Il regista ha poi aggiunto: «Mi vengono i brividi solo a pensare a tutti i giorni emozionanti che ci attendono con questo straordinario team di produzione guidato da Junichi Okada. Non c’è dubbio che la stagione 2 sarà ancora più grande e migliore della prima, quindi mi terrò forte e darò il massimo. Spero che tutti tengano gli occhi aperti per quello che abbiamo in serbo!».
Ambientata alla fine del XIX secolo, la storia prende avvio al tempio Tenryuji di Kyoto, dove 292 samurai vengono attirati in una competizione mortale dalla promessa di un premio di 100 miliardi di yen. Al centro del racconto c’è Shujiro Saga, interpretato da Okada, un guerriero disposto a tutto pur di garantire un futuro alla moglie e al figlio malati. Accanto a lui figurano Yumia Fujisaki, Kaya Kiyohara, Masahiro Higashide, Shota Sometani, Taichi Saotome, Yuya Endo, Takayuki Yamada, Riho Yoshioka, Kazunari Ninomiya, Hiroshi Tamaki e Hideaki Ito, con la regia di alcuni episodi affidata anche a Kento Yamaguchi e Toru Yamamoto e la produzione curata da Kosuke Oshida.
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Fonte: THR
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