Dopo aver conquistato la fama internazionale con 365 giorni, Michele Morrone torna a far parlare di sé grazie all’intervista rilasciata al programma Belve, ma anche con un post Instagram in cui attacca il cinema italiano senza usare mezze misure. Ma andiamo per gradi.
Parlando con Francesca Fagnani, Morrone ha commentato il successo ottenuto grazie al film erotico di Netflix, che dalla Polonia è diventato un fenomeno globale inatteso. Come spesso in questi casi, non si tratta di una visibilità puramente positiva: 365 giorni ha attirato numerose critiche per i suoi contenuti giudicati sessisti e che inciterebbero alla violenza sulle donne. Ma all’attore non interessa che sia considerato “la parodia trash di 50 sfumature di grigio: «Lo accetto, va bene. Sono quasi d’accordo. Questo film è diventato iconico perché nel cinema poche volte si vedono scene d’amore così intense».
Come spesso capita a Belve, però, il discorso è diventato poi più personale. Michele Morrone ha ammesso di sentirsi un divo internazionale, anzi di aver rincorso questo tipo di notorietà rispetto a quella più locale. In uno dei passaggi che stanno facendo più clamore, ha anche detto di pensare che in Italia ci sia solo un attore più bravo di lui: «Alessandro Borghi e basta – ha detto -. Quasi tutti gli altri sono peggio di me». Toccata pianissimo, insomma.
Alla Fagnani ha anche detto di essere “vittima” di un grosso pregiudizio, ovvero che se in Italia non sei un attore con l’aria da poeta maledetto, uno di quei «sinistroidi che hanno la boiserie pure nel c**o», non vieni considerato allo stesso modo: «Io non sono così». Concetto ribadito anche tramite un lungo post su Instagram, nel quale ha aggiunto: «Non mi sento parte di un cinema, quello italiano, che se la canta e se la suona da solo, pieno zeppo di pregiudizi nei confronti dei diversi, che se non hai studiato alla Silvio d’Amico o al Centro Sperimentale non sei nessuno, se non la pensi con il cuore a sinistra sei solo un fascista, se non usi le scarpe Clark e non dai l’idea di essere trasandato non sei un vero attore».
Nel post, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: «Avete rotto il ca**o. Pregiudizi di artisti che fanno i finti inclusivi democratici, sinistroidi che dopo aver preso un ca**o di David si sentono Dei scesi in terra e si concedono il lusso di fare della morale di sinistra perché fa figo fare l’attore impegnato nel sociale e nella politica». Un riferimento, questo, che sembra diretto a discorsi come quello di Elio Germano, molto critico durante la consegna del premio come Miglior attore agli ultimi David di Donatello.
Michele Morrone ha concluso così la sua invettiva: «Siete più tristi delle vostre idee – ha scritto -. Se davvero volete fare i rivoluzionari, i Che Guevara 2.0 de noialtri, smettete di fare gli attori, lasciate stare il cinema e scendete in politica, candidatevi e provate a veramente a cambiare qualcosa in questo Paese, perché dei discorsetti post premiazione David di Donatello ci siamo rotti bellamente il ca**o».
Cosa ne pensate delle considerazioni della star di 365 giorni? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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