Jennifer Lawrence ha imparato molto su se stessa quando grazie a uno degli hack delle mail Sony ha scoperto che era stata pagata meno di qualsiasi collega maschile con cui avesse lavorato in American Hustle.

«Quando i leak della Sony sono venuti fuori, ho scoperto che venivo pagata meno di quei fortunati che hanno il c***o. Mentirei se non dicessi che uno degli elementi che mi ha spinta ad accettare il contratto di American Hustle senza lottare è stato il fatto di voler piacere» ha scritto la Lawrence in un articolo molto puntuale sull’inuguaglianza di stipendio di genere per il blog Lenny di Lena Dunham. «Non volevo sembrare “difficile” o “viziata”.  All’epoca mi era sembrata una buona idea, finché non ho visto su Internet gli stipendi e non ho realizzato che ogni uomo con cui stavo lavorando non si preoccupava affatto di essere “difficile” o “viziato”».

A dicembre infatti erano trapelate delle mail che mostravano come la Lawrence avesse preso meno di Bradley Cooper, Christian Bale e Jeremy Renner per il film di David O. Russell,  e questo nonostante il fatto che lei sia una delle più grandi star al mondo e abbia già vinto un Oscar.

La Lawrence ha scritto che mentre il fatto di aver accettato l’accordo riguarda anche il fatto di essere giovane – o parte della sua personalità – c’è però qualcosa di più profondo in gioco. «Siamo socialmente condizionate a comportarci in questo modo? Siamo ammesse al voto da cosa? 90 anni? Potrebbe esserci una persistente abitudine a espireme le nostre opinioni in un certo modo che non “offende” o spaventa gli uomi?» ha scritto.

«Recentemente ho espresso la mia opinione gentilmente a un uomo che lavora per me, ma in modo chiaro, e c’è stata subito una reazione, come dire : “Hey, facciamo parte dello stesso team qui”, ma io non ero stata per nulla offensiva o aggressiva, avevo semplicemente detto la mia. Sono veramente stufa di cercare il modo più adorabile per esprimere le mie opinioni ed essere piacevole! Al diavolo! (Fuck that!)» ha aggiunto, riferendosi al tono che gli uomini usano sul posto di lavoro nei confronti delle donne. «Non ho mai lavorato per un uomo che perdesse il suo tempo per comprendere da quale angolo la sua voce possa essere meglio ascoltata. È semplicemente ascoltata. Bradley Cooper, Christian Bale e Jeremy Renner hanno lottato per i loro stipendi e hanno ottenuto il loro risultato. Penso che questo non dovrebbe avere nulla a che fare con la mia vagina, ma mi sbaglio. Visto che un produttore definiva una mia collega una “ragazzina viziata” per aver fatto una richiesta simile. Non riesco a immaginare nessuno che direbbe lo stesso di un uomo».

La Lawrence si aggiunge a un coro di attrici che ha già sottolineato il problema e che include Emma Watson, Meryl Streep, Geena Davis, Cate Blanchett, Patricia Arquette e la stessa Dunham.

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