Se pensavate che The Avengers fosse il trionfo del whedonismo – quel misto di commedia, approccio anni Novanta, spettacolo visivo, grande regia e grande cuore che caratterizza tutte le produzioni del regista americano – aspettate di vedere il pilot di Agents of S.H.I.E.L.D., tre quarti d’ora di tv che gridano il nome di Joss da ogni fotogramma. Il crossover del 2012 ha dimostrato al mondo, nel caso ce ne fosse bisogno, che Whedon è un regista perfettamente in grado di gestire tempi, modi e budget di una grande produzione cinematografica, ma AoS è la conferma che la serialità televisiva resta l’ambiente naturale del creatore di Buffy e Firefly. Il pilot ha i ritmi forsennati e incalzanti delle migliori puntate di Firefly – per i fan: c’è anche un ruolo minore riservato a Book, il pastore/rivoluzionario della serie western-sci-fi del 2002 –, l’umorismo irriverente e sovversivo di ogni produzione whedonesca (l’interrogatorio…), una regia sopraffina e la solita quantità di domande irrisolte gettate in faccia allo spettatore (ci torneremo). State tranquilli, quindi: Whedon è sempre Whedon.

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